Seminare la gentilezza

La salute mentale trae enorme beneficio dall’accettazione gentile della realtà per come si presenta senza perdersi in troppi giudizi o pretese che sia diversa da quella che è, evitando quindi fughe di fantasie e aspettative fuori luogo. Accettazione, però, che non è passiva rassegnazione, perché in essa il senso critico nei confronti della realtà rimane intatto. Si tratta in sintesi, di dire un sì gentile alla realtà, di accogliere la realtà senza resistenza, lasciando che essa ci formi e informi, per predisporsi nei confronti di essa appunto con atteggiamento di apertura, oltre che di critica se necessario, ma mai di rifiuto. Accogliere la realtà con gentilezza è garanzia d’equilibrio per chi la sperimenta e contagioso per chi gli è accanto. Lo psicoanalista Sigmund Freud diceva che la sopravvivenza psichica di una persona dipende notevolmente dal grado di aderenza al principio di realtà a scapito di quello del piacere e che tutti gli uomini hanno l’obbligo di educarsi alla realtà. E tale educazione si attua con lo smettere di evitare la realtà, con lo smettere di coprire l’esperienza, perché spesso i nostri occhi vedono e noi no, nel senso che non prestiamo la dovuta attenzione a quanto ci accade intorno. Ed allora, la gentilezza è la parolina chiave, il segreto del benessere umano, è l’atto supremo della persona, il più umano e il più umanizzante perché significa trattare con successo gli aspetti tangibili e intangibili dell’esistenza; essere cioè capaci di soddisfare i bisogni fondamentali all’interno del mondo reale stesso.

Pasquale Ionata

* Da: “Il segreto della gentilezza” pubblicato su Città Nuova

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