I giovani sono già proiettati verso una politica di fraternità

In un momento in cui la politica è offuscata dal degrado etico e pragmatico, dalla esasperata conflittualità, ho la fortuna di conoscere moltissimi giovani tutti attivamente impegnati nei modi più diversi e ciò che rende ancora più preziosa la loro azione è proprio il vedere che davvero la fraternità comincia  farsi strada. Alcuni eloquenti esempi.
Promosse dal Mppu si vanno aprendo un po’ in tutta Italia, ma la stessa cosa succede anche in varie parti del mondo, scuole di formazione alla partecipazione i cui contenuti e la stessa metodologia attingono alla cultura dell’unità, nelle quali giovani senza nessun riferimento politico e altri appartenenti a differenti partiti apprendono e sperimentano proprio la politica animata dalla fraternità. Ciò che infatti queste scuole vogliono offrire è soprattutto l’opportunità di fare un’esperienza di condivisione in cui la diversità diviene ricchezza e lo stesso “apprendimento in gruppo” dimostra quanto la reciprocità sia maggiore della semplice somma di ciò che ciascuno può apprendere da solo. Il primo impegno che si chiede a ciascuno è quello di mettere in comune le proprie appartenenze culturali, politiche… , le proprie capacità e inquietudini, facendosi capaci di arricchirsi di quelle degli altri.
Da parte mia ho la fortuna di essere in contatto con diversi giovani di differenti partiti i quali hanno scoperto o lo stanno facendo quanto sia fondamentale mettere in dialogo le loro diversità e questo proprio perché vanno sempre più comprendendo che ciò non appiattisce le molteplici identità ma anzi le valorizza ancora molto di più. Quello di cui rimango veramente tanto ammirato è la loro disponibilità a mettersi in gioco con grande entusiasmo e passione: lo conferma infatti il fatto che alcuni di questi giovani hanno intrapreso un percorso insieme e la stessa esperienza di Sotto il Monte ne è stata una visibile e apprezzata testimonianza. Così come sono a conoscenza di altri che coraggiosamente hanno accettato la sfida di impegnarsi dentro le amministrazioni comunali e così  con la loro attiva presenza diffondono anche lì la fraternità.
Di recente poi ho modo di avvicinare un gruppo di giovani che hanno da poco intrapreso con grande coraggio un’avventura di partecipazione attiva tutta nuova denominata “Partito Giovani Protagonisti” – il quale non si riconosce in nessuno dei partiti tradizionali e il suo raggio d’azione per ora è quello della provincia di Bergamo – la cui peculiarità è quella di offrire in modo particolare ai giovani l’opportunità di essere protagonisti dentro le proprie città.
Come infine ho già avuto modo di dire con questo non intendo enfatizzare un giovanilismo fine a se stesso, quanto piuttosto dimostrare nei fatti che questo tipo di giovani sono davvero il nuovo che avanza e quindi che sono già oggi delle irrinunciabili risorse da valorizzare nella realizzazione del bene comune. Così come vorrei tanto che il mettere in rilievo il loro fortissimo esempio possa contagiare tutti quegli adulti e anziani sempre più testardamente ripiegati su sé stessi e dunque prigionieri di vecchie logiche le quali mirano soltanto alla spartizione del potere e perciò continuano a fomentare sofferte lacerazioni.

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