E’ UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’!

Recentemente il Prof. Romano Prodi ha rilasciato un’intervista ad un giornale nella quale fra l’altro ha affermato che: «Il ricambio generazionale è necessario. Ma deve partire dal basso. Non è il segretario che deve circondarsi di chissà quale schiera di eletti, ma vanno create le condizioni perché possa emergere una nuova classe dirigente. Penso alle primarie di collegio, a una riforma elettorale che restituisca voce ai cittadini, a un (partito) inclusivo e aperto ai fermenti dal basso. È triste pensare che ci sono parlamentari di cui nessuno ha mai visto la faccia sul territorio. (…) Nel momento in cui i partiti hanno perso la capacità di fare selezione interna, tenendo agganciati settori della società civile, le primarie rappresentano un’importante evoluzione della democrazia».
Penso che quanto ha detto, indipendentemente dall’appartenenza politica, sia del tutto condivisibile proprio perché evidenzia un comune sentire e la cui esigenza è sollevata con sempre più insistenza nel nostro Paese. Al riguardo vorrei evidenziare in modo particolare un aspetto che ritengo importantissimo e che ho letto come una conferma a ciò che io stesso da un po’ di tempo andavo avvertendo e mi riferisco a quando afferma che: … “vanno create le condizioni perché possa emergere una nuova classe dirigente. Penso alle primarie… , a una riforma elettorale che restituisca voce ai cittadini”.  
A me sembra che ciò metta chiaramente in rilievo che le primarie e la riforma della legge elettorale non sono alternative ma complementari in quanto è giusto che i singoli partiti attuino le primarie proprio perché in questo modo la loro struttura interna e i loro processi decisionali dimostrano davvero di ispirarsi a regole di democraticità e di trasparenza; questo però non può e non deve sostituire in nessun modo il diritto previsto dalla costituzione a tutti i cittadini/elettori: quando infatti si va a votare deve comunque essere garantito a tutti, indipendentemente dalle differenti appartenenze, il diritto di poter esercitare la propria sovranità e quindi di scegliere liberamente i propri rappresentanti.
Ben vengano allora le primarie (magari tutti i partiti le attuassero!), ma allo stesso tempo, per essere molto espliciti, la classe politica si deve impegnare ad abolire le stesse liste bloccate e ciò deve essere fatto, come ho detto ieri su facebook, PRIMA DI ANDARE A VOTARE: dopo infatti tutto quanto è stato detto al riguardo è impensabile pretendere ancora una volta di prendere in giro i cittadini proprio perché questo sarebbe un reiterato sopruso e quindi risulterebbe ancor più  intollerabile, inaccettabile e di conseguenza adesso i partiti, se insisteranno nel compiere questa mortificante ingiustizia, andranno incontro ad una sconfitta pesantissima.
È per questo motivo dunque che con grande rabbia noto che, soprattutto dopo che Monti ha annunciato di voler formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, si da ormai per ineluttabile che quel diritto riconosciuto dalla Costituzione (art.1) non ci verrà ridato neanche questa volta: anche se è vero infatti che sembra ormai già tutto deciso (forse anche per questo si è voluto far cadere il governo Monti) è giustificato da parte nostra arrenderci senza opporre nessunissima resistenza?
Io credo assolutamente di no, in quanto ciò risulta una resa incondizionata e quindi quantomeno poco onorevole perchè in questo modo si rinuncerebbe a esercitare la nostra stessa sovranità, e per questo allora diventa determinante continuare fino all’ultimo secondo utile a far sentire con forza tutta la nostra indignazione e mettere in campo ogni iniziativa affinché la classe politica si senta costretta a ridarci ciò che maldestramente ci hanno tolto: come infatti ho volutamente evidenziato nel titolo la nostra                                 E’ UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’!

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