Ciò che accende la vita e la rende felice

Sabato Ermes Ronchi ha proposto una riflessione che mi è piaciuta molto e che ci riguarda tutti così ho deciso di riportante i passi più importanti. Lo faccio perché vorrei tanto che scuotesse anche coloro che agiscono in politica in quanto chissà che tengano presente ciò mentre fanno la campagna elettorale: se infatti prenderanno coscienza di quanto egli dice sicuramente il loro comportamento cambierebbe radicalmente. Visto le enormi e ingannevoli stupidate che già si incominciano a dire non c’è che da augurarcelo davvero con tutto il cuore.

«Ogni nostro gesto umano apre finestre sull’infinito. Tre regole.

La prima: chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Una regola d’oro, che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra: condivisione. Un piccolissimo verbo: «dare qualcosa», in cui si riassume il gesto sul quale saremo giudicati. La nuova legge di un altro mercato, che si può semplificare così: ciò che io ho, e tu non hai, lo condivido con te. Invece dell’accumulo, il dono; invece dello spreco la sobrietà. Perché tu vali quanto me, anzi di più. C’è tanto pane nel mondo che, a condividerlo, basterebbe per tutti. A non sprecarlo, sazierebbe la fame di tutti. La prima regola per il nostro abitare la terra: prenderci cura gli uni degli altri.

La seconda regola: Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato. Così semplice da sembrare scontata: il ritorno dell’onestà, l’insurrezione degli onesti, come salvezza della storia comune. Non esigete nulla di più: perché la cupidigia di denaro è l’idolo assoluto, l’insaziabilità è la radice di ogni corruzione: deridere le leggi, sfruttare le persone, vendersi per denaro: prendersi cura dell’onestà, semplicemente; ricominciare dalla legalità, con tenacia, ma a partire da me e dai miei comportamenti più minuti: onesto perfino nelle piccole cose.

La terza regola è per chi ha ruoli di autorità e di forza, in tutti i campi: non maltrattate e non estorcete niente a nessuno. Non approfittate del ruolo per umiliare; non abusate della vostra forza per far piangere. Sempre lo stesso principio: prima le persone, prima il rispetto: che è guardare negli occhi l’altro, alzarsi in piedi davanti a lui, sempre, come davanti a un principe. La bestemmia è mettere le cose prima delle persone». 

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