L’urgenza per ogni coscienza di obbedire al primato della verità

Grazie ad un amico, per me molto prezioso, ho ricevuto un interessante intervista rilasciata da Bruno Forte al Corriere della Sera, sabato 29 dicembre 2012, il quale con la sua riconosciuta autorevolezza sottolinea, confermandone così l’importanza, quanto molto più modestamente ho cercato di esprimere io stesso nel post che precede questo.

Affinché possiate dunque leggerla vi allego il link.

Tra l’altro infatti egli con grande acutezza afferma che: «La politica, come diceva Paolo VI, è la più alta forma di carità, un servizio al prossimo e al bene comune. E come tale esige uno stile frutto di un insieme di qualità personali e collettive, di cui la prima e fondamentale è l’obbedienza alla verità… ». (…)

«Il vero politico deve arrivare ad amare l’avversario come se stesso, perché suo compito è servire il bene di tutti, anche di chi lo avversasse. Le qualità collettive si riferiscono all’esercizio effettivo della democrazia, che non dev’essere inteso come pregiudiziale contrapposizione delle parti, ma come cooperazione di esse, ciascuna nella fedeltà alla propria identità ideale, nel comune sforzo di servire la cosa pubblica. L’ultimo anno ha dato al Paese l’esempio di forze politiche disparate che hanno accettato di far convergere i loro sforzi per sostenere un governo chiamato a salvare l’Italia chiedendo sacrifici a tutti. L’auspicio è che la virtù espressa in queste scelte, anche se purtroppo ancora troppo condizionata da interessi di parte, possa crescere e maturarsi in convergenze ampie di forze diverse per storia e tuttavia accomunate dalla fine dei mondi ideologici e dall’emergere di urgenze inedite».

Corsera G. G. Vecchi – B. Forte Convergenza di forze

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