Dalla democrazia competitiva alla democrazia deliberativa

Occorre riscoprire la politica e per fare questo è fondamentale che anche i cittadini siano messi in grado davvero di poter esercitare da protagonisti la loro sovranità in quanto il loro contributo è altrettanto determinante per la qualità stessa della democrazia. Ma per rendere possibile ciò bisogna capire che è indispensabile andare oltre i partiti personali proprio perché essi sono un pericoloso ostacolo in quanto impediscono che i vari soggetti del processo democratico interagiscono attivamente fra loro. Se dunque vogliamo davvero che avvenga un deciso cambiamento rispetto a questa negativa prassi politica che da troppo tempo si impone del nostro Paese è necessario che ciò venga tenuto molto bene presente quando andremo a votare: per poter infatti invertire questa quantomeno anomalia sarà determinate la scelta che faremo.

Quanto sia davvero importante il ruolo attivo dei cittadini lo afferma autorevolmente lo stesso Prof. Stefano Zamagni, docente di Economia Politica, Università di Bologna, il quale ha proprio individuato una delle ragioni principali della crisi politica in Italia nella mancanza di democrazia deliberativa, un aspetto di cui nessuno parla.

Democrazia deliberativa significa che i cittadini possono intervenire sull’operato del Governo non solo eleggendo i rappresentanti, ma anche influendo su di esso fra un’elezione e l’altra. In Italia, invece, esiste solo la democrazia estesa. E la differenza tra le due è radicale: nella democrazia deliberativa vince chi convince maggiormente, mentre in quella estesa vince chi ha maggiore consenso”. (…)

Stefano Zamagni evidenzia poi come la realizzazione della democrazia deliberativa non è un percorso facile ma impegnativo, anche se non ha dubbi che essa sia la risposta di cui c’è bisogno. “Certo, non pochi sono i nodi teorici e pratici che devono essere sciolti perché il modello di democrazia deliberativa possa costituire una alternativa pienamente accettabile rispetto a quella esistente. Ma non v’è dubbio che la concezione deliberativa di democrazia sia, oggi, la via che meglio di altre  riesce a affrontare i problemi dello sviluppo e del progresso dei nostri Paesi. Ciò in quanto essa riesce a pensare alla politica come attività non solo basata sul compromesso e l’inevitabile tasso di corruzione che sempre lo accompagna, ma anche sui fini della convivenza stessa e dell’essere in comune. Inoltre, essa è anche la via più efficace per contrastare l’invadenza del “politico” e quindi per rilanciare il ruolo del civile. Il che vale a far sì che lo spazio pubblico cessi finalmente di essere pericolosamente identificato con lo spazio statale”.

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