La competizione fraterna

Con l’intento di approfondire ulteriormente il compito della politica e aiutarci così a cogliere meglio quale deve essere lo stesso spirito della competizione, il quale dovrebbe caratterizzare positivamente la stessa campagna elettorale, vi propongo alcuni interessanti spunti del Prof. Antonio Maria Baggio. Può essere che ciò che egli afferma ci faccia sorridere, se lo accostiamo all’indecoroso spettacolo al quale stiamo assistendo, ma dobbiamo credere fermamente che anche se non riusciamo ancora a vedere gli effetti benefici è questa la direzione nella quale bisogna incamminarci con ferma determinazione se davvero vogliamo contribuire a rilanciare la politica: quanto dice infatti non è una possibile, bella teoria ma un’esperienza che, pur se ancora piccola, è già significativamente in atto da parte di Umanità nuova e dal Movimento politico per l’unità.  Tocca anche a noi dunque alimentarla con il nostro coerente agire affinché essa si sviluppi e cresca sempre di più. Per favorire allora al meglio la comprensione di questi importanti spunti ritengo utile pubblicare oggi la prima parte e domani la seconda e ultima parte. E’ possibile sperare nella condivisione di qualche contributo?

 

La fraternità permette di vivere la libertà e la differenza in modo che costruiscano l’unità. La libertà vissuta nella fraternità, è la capacità di ciascuno di farsi responsabile di tutti. La libertà fa sì che ogni parte politica sia portatrice di un tentativo di soluzione, ma anzitutto sia portatrice di un perché: perché sono emarginato? Perché sono sfruttato? Perché non posso studiare? Perché non mi lasciano lavorare? Nella politica parlano i “perché” dell’imprenditore, dell’operaio, dell’ammalato, dello studente, dell’anziano: la politica fa suoi i tanti “perché” dell’uomo: per questo si esprime in culture e soggetti diversi.
Ogni parte politica è in grado di porre una domanda, e tenta anche, doverosamente, di dare una risposta, che rischia però di essere una soluzione parziale e insufficiente: perché solo l’insieme è in grado di dare una risposta. La politica è il luogo delle divisioni perché la società è divisa: ma contemporaneamente è il luogo dell’unità, perché il processo politico deve arrivare ad una legge, ad un governo, ad una decisione.
La politica democratica – frutto maturo, anche se non definitivo e non universale, di millenni di esperienza umana – si è data delle regole per assicurare il funzionamento di questo processo di costruzione dell’unità. Ma molto spesso non è unità piena, perché porta con sé i segni dei compromessi, dei rapporti di forza, delle insoddisfazioni, delle esclusioni. La novità è di immettere la fraternità nel cuore stesso dei processi decisionali della politica; la democrazia ha bisogno della fraternità che si esprime nel metodo del dialogo sincero, continuo, costruttivo, nel quale la ragione dispiega tutte le proprie forze nella ricerca del bene comune. È così che si può portare la politica alla pienezza della propria funzione e farne la costruttrice di un’unità vera.

continua…

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