Alternanza e competizione (2° parte)

Le regole della democrazia, ad esempio, prevedono l’alternanza al potere e la competizione per raggiungerlo: le elezioni sono uno dei momenti più importanti nei quali si esprime l’uguaglianza dei cittadini e la libertà di proporre e di scegliere. Come tutte le realtà umane, anche la competizione politica racchiude due facce; ed è il modo di viverla che determina la sua qualità. Se l’obiettivo della politica fosse quello di spaccare la città (il Paese), allora la lotta potrebbe essere concorrenza combattuta senza esclusioni di colpi, da nemico a nemico.

Ma se la politica consiste nel governare uomini liberi e uguali, uniti nella città (nel Paese), allora l’unico metodo di una politica coerente è la fraternità, che vive le differenze senza mai dimenticare ciò che unisce. È, questo, il contenuto dominante del latino “competere”, che significa il tendere ad un punto, l’incontrarsi in un punto; ciò presuppone che si percorrano strade diverse, ma finalizzate all’obiettivo dell’unità. E dall’unità ripartono, portando ciascuna in sé il marchio dell’incontro con l’altro.

La competizione è vera e utile se le diverse culture e i diversi programmi politici si stagliano con chiarezza: le idee non vanno edulcorate. La fraternità non richiede la rinuncia alle proprie idee, al contrario: costruire proposte solide e argomentate, con un diretto riferimento ai principi ispiratori e l’indicazione degli strumenti per realizzarle, è già un atto d’amore verso i cittadini e verso gli avversari, perché definisce un’identità politica e aiuta la scelta.

La fraternità dà un metodo alla competizione: richiede di presentare sinceramente se stessi, di criticare nel merito le proposte degli altri in modo costruttivo e rispettoso, di non fare uso della calunnia e dell’intimidazione ma di riconoscere, al contrario, ciò che di positivo è presente nel discorso dell’interlocutore; obbliga alla coerenza e all’ammissione degli errori, e al richiamo, rivolto agli alleati e agli avversari, alla coerenza con i veri valori che ispirano la loro parte politica. La competizione, se fraterna, elimina le scorie del confronto politico, i conflitti artificiosi, fa emergere le verità portate dai valori autentici di ciascuno.  

Antonio Maria Baggio 

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