A proposito dei valori “non negoziabili”

La Chiesa, come istituzione, quando si rivolge ai cattolici impegnati in politica ricorda loro continuamente quelli che sono i valori irrinunciabili a cui devono sempre fare riferimento nel loro agire e che sostanzialmente sono la centralità della persona dalla nascita alla morte (difesa della vita dall’aborto, eutanasia e manipolazione del genere umano…) e il valore della famiglia (matrimonio uomo-donna, libertà di educazione dei figli…).
È del tutto evidente che per chi è credente questi sono valori fondamentali che non possono, nel loro agire,  non guidare la propria coscienza soprattutto quando essi sono chiamati a prendere decisioni in merito a queste delicatissime questioni (anche se esse andrebbero trattate non con l’atteggiamento da integralisti intransigenti quanto piuttosto attuando un ascolto rispettoso delle ragioni gli uni degli altri: la politica infatti è l’arte della mediazione tra diversi).
Ho voluto fare riferimento a questi valori che vengono definiti “non negoziabili” perché vedo che è un aspetto di cui si parla tra cattolici impegnati e che viene anche sollevata da chi partecipa agli incontri promossi dai movimenti ecclesiali per favorire una partecipazione responsabile alle ormai imminenti elezioni. Proprio perché questo confronto non sia escludente ma il più inclusivo possibile avverto la necessità di porre un inevitabile interrogativo: perché i valori etici legati alla giustizia sociale (diritti, cittadinanza, legalità, lotta alla corruzione…) non vengono considerati altrettanto “non negoziabili”?                                                                                                                           Dico questo perché tra gli autorevoli esponenti della Chiesa e anche tra gli stessi cattolici si nota che nei confronti della classe politica del Paese non tutti sono così intransigenti su quest’ultimi principi etici quanto lo sono invece nei confronti dei primi sopra citati: essi infatti sono un tutt’uno e quindi inscindibili per cui di conseguenza vanno considerati ugualmente tutti “non negoziabili”. Per comprendere quanto la questione morale incida in modo gravissimo sulla vita delle persone basti riflettere sulle attualissime parole che Giovanni Paolo II ha scritto nella Sollecitudo rei socialis: “Un male morale, frutto di molti peccati, portano a «strutture di peccato»”.
A questo riguardo, per fare solo due esempi, l’intollerabile e ingente sperpero di denaro pubblico, sottratto alle molteplici necessità della stessa collettività, non sta forse mostrando purtroppo che si sono creati due mondi paralleli: quello di chi se la spassa sfruttando chi dovrebbe servire e quello di coloro che invece sono costretti a subire duramente questa drammatica ingiustizia? Così come la stessa osteggiata legge elettorale non sta forse creando modifiche proprio allo stesso sistema democratico e questo in quanto la classe dirigente del Paese ha deciso di perpetuarsi per cooptazione, anziché per libera scelta di coloro che sarebbero i sovrani?
In questo senso allora mi permetto di dire che non è sufficiente appoggiare un partito soltanto perché inserisce nei suoi programmi la tutela della vita e della famiglia in quanto se non dimostrerà anche quali misure adotterà per combattere l’ingiustizia sociale è del tutto evidente che non si può ritenere credibile nemmeno la sua dichiarazione di impegno in difesa degli altri imprescindibili valori. Per chi poi ha avuto la responsabilità di governare a maggior ragione dovrà rendere conto se alle promesse sono seguiti i fatti.
Ho avvertito l’esigenza di evidenziare ciò per contribuire a quel discernimento personale e comunitario indispensabile per non lasciarci condizionare dall’ingannevole frastuono mediatico a cui siamo costretti dalla campagna elettorale in corso: è infatti molto importante fare questo lavoro proprio per non  lasciarci trascinare nel perverso gioco di coloro che cercano di mistificare la realtà per fini che nulla hanno a che fare con il bene comune.

3 pensieri su “A proposito dei valori “non negoziabili”

  1. Grazie Pinuccio, mi trovi pienamente d’accordo nell’avere un’attenzione sui programmi elettorali, a 360°, per cogliere l’insieme dei progetti sulla giustizia sociale, legalità, vita. In modo che appoggi con il mio voto, leggi che possono andare bene a tutta la comunità.
    Mi sembra che in questo marasma di slogan elettorali; il cittadino stia prendendo più responsabilità nel non disperdere voti.

  2. Carissimo Pinuccio, condivido in toto quanto esponi nel testo di cui all’oggetto e lo sottoscrivo, ma non riesco a cogliere segni di impegno concreto, nel senso da noi sperato e auspicato, nella campagna elettorale in corso. La crisi in atto, prima che economica, è profondamente etica e culturale, tanto nella politica che nel’Amministrazione che in tanta parte della gente. Con questo non sono pessimista, solo credo che avremo molti anni difficili davanti a noi.
    Angelo P.

  3. In un recente articolo pubblicato su Aggiornamenti sociali Giorgio Campanini affronta il tema dei valori non negoziabili. Ad un certo punto afferma che in nessun punto del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa si parla di valori non negoziabili, irrinunciabili o simili.
    Aggiunge il professore che esiste un ampio spazio di discrezionalità per i fedeli, non nella posizione dei valori, bensì rispetto alle modalità della loro concreta attuazione.
    Cosa che mi ha sorpreso, nemmeno la Caritas in Veritate parla di valori non negoziabili. L’enciclica sociale di Benedetto XVI enunzia i valori e rimette la loro traduzione operativa alle dinamiche della storia e dell’azione dei fedeli laici.

    Ma il passaggio fondamentale dell’articolo sta nel momento in cui l’autore affianca i valori non negoziabili alla politica. La questione secondo Campanini non è tanto stabilire se esistano valori non negoziabili , bensì comprendere quale spazio essi debbano avere in ambito democratico.
    Affrontando questo quesito il professore giunge ad affermare che i valori non negoziabili, altro non sono che i principi fondamentali della Costituzione italiana.
    Ecco allora Pinuccio che la tua riflessione trova una collocazione e una spiegazione e ovviamente diviene chiaro che è irrinunciabile il valore della Persona, ma al contempo il valore della giustizia sociale.

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