Che cosa sono i “derivati”

Riguardo alla vicenda della banca Monte dei Paschi di Siena si è parlato molto dei “derivati” e non ho nessuna difficoltà ad ammettere che non riuscivo proprio a capire cosa fossero, ma poi grazie ad un amico che mi ha segnalato una interessante spiegazione, di cui vi riporto il link così che possiate conoscerlo anche voi, ho potuto comprendere cosa sono e come funzionano e questo grazie al fatto che ogni cosa è spiegata in modo davvero molto semplice.
Ho capito per esempio che i derivati sono in sostanza delle scommesse e che servono a fare soldi, che alcuni di essi sono semplici ed altri molto complessi e che in quanto tali essi non sono in sé buoni ne cattivi: molto dipende dall’uso che se ne fa. Ho fatto solo qualche accenno per stimolare la vostra attenzione e dunque lascio a voi adesso l’opportunità di leggerlo e scoprire così ogni cosa: visto infatti che i massmedia ne parlano penso sia dunque utile conoscerne il loro significato.
Buona lettura!

http://www.ilpost.it/2013/02/02/che-cosa-sono-i-derivati/#disqus_thread

2 pensieri su “Che cosa sono i “derivati”

  1. Come dicevi giustamente, i derivati non sono ne buoni ne cattivi, ma dell’uso che se ne fanno.
    A mio modesto parere, per esempio se a copertura di un debito reale a tasso variabile, tipo mutuo casa, mettiamo un tetto che andremo a quantificare nel costo, potremmo beneficiarne dell’attuale tasso variabile molto basso a discapito del solo tasso fisso che rimarrebbe tale dall’inizio del finanziamento fino alla fine della durata. In questo caso potrebbe essere molto buono.
    Come buono sarebbe un derivato nel caso di un rischio cambio con valute che fluttuano, ma sempre con alla base dei crediti o debiti reali e sempre con costi quantificati che nel caso peggiore sono a conoscenza della spesa che vado a sostenere. Potremmo dire che i derivati buoni sono simile ad assicurazioni su un determinato evento: certo nell’oggetto e quantificato nel costo..
    Male sono invece i derivati fatti a fini speculativi o, come li hai chiamati, delle scommesse. In questo caso come in tutte le scommesse se qualcuno perde dei soldi sicuramente qualcun’altro li introita. In questo casi essendo delle speculazioni di importi rilevanti e non a fronte di reali bisogni, vengono costruiti appositamente su chimere da grandi banche che solitamente vincono quasi sempre la scommessa e quando la perdono fanno dei disastri: vedere l’attuale crisi che non e’ economica ma finanziaria e cosa si è dovuto fare per salvaguardare il sistema bancario di tutto il mondo. Naturalmente sempre a discapito dei soliti noti, che non devono neanche avere il disturbo di pagare le tasse: le trattengono direttamente dalla busta paga o dalla pensione.
    A tale proposito Ettore Petrolini un drammaturgo nato nel 1884 e morto nel 1936 diceva:
    “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti” .

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