Io voglio bene a mio fratello Silvio Berlusconi

In un momento in cui la campagna elettorale ha assunto toni decisamente sopra le righe è fondamentale richiamare quell’eclatante evento che le ha precedute, cioè la nascita del governo di tecnici presieduto da Mario Monti (il quale si è insediato il 16 novembre 2011) e lo faccio riprendendo alcuni brevissimi passaggi di una autorevole riflessione del Prof. Antonio Maria Baggio, da me pubblicata, che io condivido e sottoscrivo pienamente.
«La formazione del Governo italiano presieduto da Mario Monti è avvenuta con modalità eccezionali in una grave situazione di crisi economica e politica internazionale. Ciò che ne rese necessaria l’ideazione, ad opera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con il consenso dei maggiori partiti, fu la manifesta impossibilità, per il Governo Berlusconi precedentemente in carica, di assumere le decisioni necessarie per affrontare la crisi. (…) Mario Monti e il suo governo hanno fermato il Paese ad un passo dall’abisso”. (…) Uno dei principali indicatori internazionali in base ai quali le imprese decidono dove piazzare i loro investimenti è la stabilità politica, la credibilità del governo e del sistema politico generale di un Paese: l’abbandono dell’Italia da parte degli investitori esteri iniziato un anno e mezzo fa dice chiaramente che cosa la comunità internazionale pensava di noi e spiega gli avvenimenti che hanno portato all’attuale governo di Mario Monti. (…)
Il risultato di questo ventennio ci è stato presentato nell’autunno del 2011, quando divenne evidente e fattiva la sfiducia della comunità internazionale e, in particolare, delle istituzioni europee, nei confronti dell’Italia. (…) Molto difficile perdonare Nikolas Sarkozy e Angela Merkel per i loro sciocchi risolini nei confronti del Presidente del Consiglio italiano perché, così facendo, hanno anche insultato il Paese che il Presidente rappresentava e hanno agito molto al di sotto della prudenza richiesta dalla loro funzione; ma è impossibile perdonare Berlusconi, per avere creato le condizioni per umiliare se stesso e l’Italia».
Il motivo poi che ha interrotto poco prima del tempo la fine della legislatura è stata la sfiducia verbale pronunciata da Alfano alla Camera (che di fatto evidenziava il venir meno del sostegno del Pdl, una componente importante della maggioranza che sosteneva il breve governo dei tecnici), la quale ha portato il Premier Monti a preannunciare al Capo dello Stato le sue irrevocabili dimissioni e puntualmente rassegnate ufficialmente subito dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, il 21 dicembre 2012.
Questi traumatici fatti vanno quindi tenuti in grande considerazione mentre valutiamo le fantasiose promesse che ci vengono fatte da Silvio Berlusconi (rimborso imu, condoni tombali ed edilizi, milioni di posti di lavoro…) che oltre impossibili da realizzare, per quei gravissimi motivi economici che il nostro Paese non ha ancora del tutto superato, alcune di esse sono anche offensive per i più che pagano con onestà le proprie tasse, così come TUTTI devono fare e cioè dare a Cesare quello che è di Cesare.
Domenica infine egli è sceso davvero molto in basso in quanto durante un incontro si è rivolto ad una signora, la quale era vicino a lui mentre parlava alla folta platea, facendole, divertito, pesanti allusioni sessuali, avvilendo in questo modo non solo la dignità di quella donna ma ancor più la propria.
Io voglio bene a mio fratello Silvio Berlusconi e prego per lui ma mi sento in dovere di affermare, senza nessuna animosità, che dopo aver governato a lungo senza buoni risultati è giusto che permetta ad altri di provare: ora infatti non è più credibile e dunque non è più rappresentativo degli uomini e delle donne di buona volontà del nostro Paese, ma anche di quelli presenti nel suo stesso partito a cui impedisce di sprigionare le notevoli potenzialità perché schiacciate dal suo incontenibile personalismo.
In un mondo in cui una volta occupato un posto di potere si perde il senso delle proporzioni… spicca il gesto del Papa di ieri che mi pare sia un bel segno di contraddizione e questo proprio perché ha saputo mostrare come si può farsi da parte con umiltà e coraggio con un atto d’amore che farà storia.

1 pensiero su “Io voglio bene a mio fratello Silvio Berlusconi

  1. Volevo evidenziare che alcuni politici (rafforzo solo gli “alcuni”) hanno dovuto fare la scelta forzata di entrare in politica, perchè non c’era nessuno degno di fiducia per difendere i propri interessi. Fino a che non verrà fatta la legge sul conflitto di interessi, avere dei politici degni di tale titolo sarà molto dura. Da persona della strada, non riesco a capire (?) perchè tanti aspiranti politici investano della somme ingenti per avere un posto in parlamento con il fine di difendere i diritti di tutti i cittadini, sopratutto per quelli meno abbienti. Non mi sembra che sia così vero.
    A questo proposito condivido il pensiero di Boris Makaresko che diceva:
    Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.
    Pertanto se si trovano al potere la colpa non è soltanto loro, essendo l’Italia un paese democratico.

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