Dobbiamo scegliere!

Quella che propone il Prof. Antonio Maria Baggio, nel più volte citato articolo “Le due Italie”, è la decisione più difficile che dobbiamo prendere e la risposta che daremo sarà decisiva per le sorti del Paese: se infatti non si prende coscienza di ciò non sarà possibile far di nuovo decollare la stessa la politica. Bisogna dunque DECIDERSI DA CHE PARTE STARE… ADESSO!

“Esistono due Italie: quella degli onesti e quella dei disonesti; quella dei costruttori e quella dei parassiti; quella che mantiene dignitosamente se stessa col proprio lavoro e che con ciò dà anche un contributo al bene comune, e quella che usa il proprio ruolo pubblico per fare esclusivamente il proprio interesse particolare, sottraendo risorse e servizi al bene comune.

Le due Italie esistono, mescolate, sia nelle istituzioni politiche sia nella società; non abbiamo una politica sporca da una parte e una società pulita dall’altra: tra politica e società esiste una doppia complicità, nel bene e nel male. (…)

Dobbiamo, invece, fare politica, cioè creare le condizioni perché i costruttori, gli onesti, i dignitosi, nella politica e nella società, si incontrino, si riconoscano, e sviluppino una vera cittadinanza. Questo obiettivo, che riguarda la salvezza del Paese, viene prima, quanto a importanza, delle differenze di orientamento politico esistenti tra i cittadini: dobbiamo sopravvivere come Paese, se vogliamo avere la possibilità di esprimere le nostre diverse visioni politiche sul modo di condurlo. (…)

Esistono due Italie. Non possono continuare a convivere. Dobbiamo scegliere quale delle due vogliamo essere”. 

1 pensiero su “Dobbiamo scegliere!

  1. Condivido pienamente quanto citato dal prof Antonio Maria Baggio.
    Penso sia capitato a tutti che parlando anche al bar di POLITICA nell’espressione più alta, si trovi un denominatore comune che associ idee condivisibili fra tutti i partiti politici oggi esistenti. I problemi sono noti, le soluzioni e i tempi anche.
    E’ mai possibile se fra la base dei cittadini c’è una volontà “forte” di applicare le misure per imboccare una strada che ci porti alla soluzione dei problemi e che invece da parte di chi dovrebbe realmente mettere in atto le leggi per raggiungere gli obiettivi tiri sempre il freno a mano, allungando i tempi e quando si interviene si è sempre in ritardo?
    Rispettando sempre le idee altrui, si assiste sempre ad ogni occasione di elezioni ad un aumento spropositato del nascere di nuovi partiti, che non porteranno a nessun beneficio legislativo, frazionando ulteriormente il già frastagliato nostro mondo politico.
    Leggevo ieri che un onorevole (!) (già in politica con i pantaloncini corti) ha evidenziato che la legislatura che nascerà dalle prossime elezioni potrebbe essere una legislatura breve per la mancanza dei numeri necessari per avere la maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Forse stiamo tornando indietro alla prima repubblica quando anche l’1% era importante per arrivare al 50,1% per avere il potere e non fare mai niente? Ma quella gente in parlamento che continuano a dire cosa vogliano gli italiani lo sappiano davvero? Io personalmente ho dei grossi dubbi. Dobbiamo scegliere.

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