Una campagna elettorale fra patti e contratti (Marco Fatuzzo)

Ho avuto modo di leggere questo articolo molto interessante del prof. Marco Fatuzzo il quale ringrazio davvero di cuore per la sua schiettezza e anche per la tenacia a cogliere l’opportunità di essere propositivi nonostante tutto. Di esso vorrei riportare almeno due passaggi che ritengo davvero importanti. Comunque allego il link così che possiate leggerlo interamente.
Il primo conferma autorevolmente il sostegno alla petizione da me suggerita proprio ieri e visto quanto essa sia una questione fondamentale rispetto alla trasparenza dei candidati e di chi sarà eletto è più che opportuno ri-sottolinearla di nuovo: «“Riparte il futuro”, è la campagna con cui Libera (l’associazione di don Ciotti) lancia un appello contro le mafie e la corruzione, che – afferma (e non si può non essere d’accordo) – “sono il vero cancro che si annida nei rapporti con il mondo politico”. Propone ai candidati alle elezioni politiche la sottoscrizione di un impegno (un patto?) articolato in cinque punti: entro 100 giorni dall’inizio dell’attività parlamentare, l’eletto deve essere impegnato per una nuova legge contro la corruzione che sia più incisiva dell’attuale; rendere pubblico il proprio curriculum vitae; rendere pubblica la storia giudiziaria personale; rendere pubblica la situazione reddituale e patrimoniale; dichiarare i potenziali conflitti d’interesse fra il politico e il Paese».
Il secondo riguarda due aspetti altrettanto decisivi per la democrazia e che a me stanno particolarmente a cuore proprio in quanto ho contribuito all’attiva e ampia mobilitazione che è stata attuata affinché essi (soprattutto il primo) venissero recepiti e approvati prima di andare alle elezioni (purtroppo inutilmente) e quindi a maggior ragione li evidenzio in modo del tutto speciale e li sostengo ancor più convintamente:

«Il Movimento politico per l’unità e il Movimento Umanità Nuova, diramazioni politica e sociale dei Focolari, hanno posto alcune priorità al prossimo Parlamento nei primi mesi dall’insediamento, ritenute necessarie per ricostruire una relazione positiva tra politica e cittadini: il varo di una NUOVA LEGGE ELETTORALE, che dia la possibilità agli elettori di scegliere i candidati e coniughi con efficacia il principio di  governabilità  e la rappresentanza delle  forze politiche presenti nel Paese; una RIFORMA DELL’ART. 49 DELLA COSTITUZIONE, che attribuisca un riconoscimento giuridico ai partiti politici, come strumenti di partecipazione democratica dei cittadini, e che li obblighi ad una rendicontazione trasparente dei bilanci».

CNonline M. Fatuzzo Una campagna elettorale fra patti e contratti

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