Facciamolo per amore non solo dell’Italia

La fraternità è stata la grande assente in questa campagna elettorale. Si è parlato e anche sparlato di Imu, di tasse, di occupazione, di diritti, di… , ma non si riesce a rendersi conto che senza una coscienza vera della comune fratellanza non si va molto lontani nel costruire una reale coesione nazionale: chiunque infatti riceverà la maggioranza dei consensi degli italiani (la parola “vincere” riferita al mettersi al servizio del bene comune la ritengo completamente fuori luogo), per governare avrà bisogno indispensabilmente del contributo anche degli altri.
Così come anche tutti noi cittadini/elettori non possiamo non assumerci tutta quanta la nostra responsabilità, cominciando ad andare a votare nonostante anche il pur comprensibile disagio proprio perchè come è stato autorevolmente detto: “Alcuni pensano che la fraternità sia una forma mascherata di buonismo, un generico embrassons-nous. Ma non è così. Essa è innanzitutto ricerca  della verità e sete di giustizia”.
Se quindi vogliamo davvero amare questo nostro Paese non possiamo lasciarci condizionare dalla rassegnazione ne, all’opposto, quella di esprimere emotivamente un voto di protesta; per aiutarci a capire quanto ciò sia determinante lasciamoci interpellare da questa graffiante affermazione di Martin Luther King: “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla ”. E bisogna anche tener in debito conto che le nostre scelte, che ci rendiamo conto o no, influenzeranno positivamente o negativamente non solo la politica italiana ma anche quella internazionale. Ecco dunque perché sono convinto e condivido pienamente quanto dice il prof. Alberto Lo Presti, che vi invito davvero appassionatamente ad accogliere e fare vostro, il quale spiega con l’intelligenza del cuore e con grande onestà intellettuale perché è importantissimo andare a votare.

“Per due ragioni. Da una parte per il cittadino in sé: se davvero la politica ci mette a disagio, il modo per darla vinta a quelli che hanno creato questo disagio è lasciargliela fare a loro, tranquillamente, ritirandosi – per esempio – dalle elezioni. La seconda questione: oggi più che mai, dove si parla di molti livelli di governance – la regione, l’Italia, l’Unione Europea… – esprimere la propria preferenza è qualcosa che può avere un riflesso su più livelli. Dunque al di là di chiamare in causa il dovere, oltre che il diritto del cittadino, qui c’è proprio un momento cruciale nel quale non far sentire la propria voce è già un modo per aver deposto le armi e averla data vinta a tutte quelle forze che in questi anni hanno disaffezionato il cittadino alla politica”.

2 pensieri su “Facciamolo per amore non solo dell’Italia

  1. Andare a votare non e’ solamente un diritto, ma innanzitutto un dovere.
    Purtroppo il diritto di andare a votare negli ultimi tempi ha perso significativamente il suo valore. Sembra che ormai sia una scommessa fra pochi. Scommessa fatta sul nome e non sui contenuti. Molti di noi, cittadini, sembra (il sembra ripetuto non ha la sua effettiva interpretazione) abbia delegato a pochi il futuro di molti. Quando si sente parlare di politica e/o di problemi comunque annessi alla politica, ci si rende conto della assoluta ignoranza in materia: non per essere più intelligente, ma il solo fatto di essere informato, anche sulle più elementari nozioni; esempio a caso possono essere i 3.900 miliardi “regalati” al Monte Paschi di Siena. Chiaro che se la nostra media ha questi livelli di informazione, forzata magari da alcuni partiti, la realtà viene falsata.
    Noi elettori abbiamo una grande arma: il voto, ma voto responsabile. Voto che dovrebbe premiare chi si applica per il bene comune e non per biechi interessi
    personali.
    Purtroppo sembra che la storia non ci abbia insegnato nulla. Peccato!

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