Adesso è un momento di grandi scelte, di svolta…

Un rischio che si può correre nel valutare i risultati elettorali è quello di limitarsi, da parte delle singole forze politiche e anche da cittadini, ad una lettura troppo frettolosa e quindi emotivamente riduttiva rispetto agli interrogativi che sono drammaticamente emersi. Al riguardo ho avuto modo di leggere l’intervista che Radio Vaticana ha fatto ad Antonio Maria Baggio, docente di Filosofia Politica presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, e l’ho trovata davvero molto interessante per l’analisi molto schietta e costruttiva, per la capacità di evidenziare alcuni obiettivi da attuare e anche perché chiede di guardare le decisioni da prendere non limitandosi soltanto all’esigenza del breve periodo ma aperti a costruire fin’ora anche il nostro futuro politico. Egli infatti termina l’intervista affermando che quello che stiamo vivendo è… un momento di grandi scelte, di svolta, non è una elezione come le altre è un momento veramente drammatico che può segnare il modo con cui noi saremo nei prossimi vent’anni.
Da parte mia mi pare importante sottolineare, di essa, questi aspetti: l’approccio che dobbiamo avere nei confronti del Movimento Cinque Stelle; l’occasione persa da parte del centrodestra e del centrosinistra di rinnovarsi e adesso non più rinviabile; il rilevante ruolo dei cattolici in questo momento;  il rischio che stiamo correndo e il cui impatto riguarda la stessa Europa. Infine vi chiedo di ascoltare l’audio perché il testo scritto non è completo, anche se io ne ho trascritto altri passaggi. (Cliccate sul link)

Prendere sul serio ciò che il Movimento 5 Stelle dice è una cosa essenziale e significa prendere sul serio un quarto degli italiani, che potevano astenersi e invece vogliono ancora fare politica. Guai a perdere questa occasione. L’occasione è stata persa finora durante il governo Monti, centrodestra e il centrosinistra avrebbero dovuto riformularsi, ripensarsi, non lo hanno fatto: il centrosinistra perdendo la grande occasione dell’elezione di Renzi che stava attirando l’interesse del partito da parte di elettori che non l’avevano mai frequentato e il centrodestra manifestando una fragilità estrema perché senza Berlusconi si stava frantumando.

Adesso bisogna prendere sul serio queste due cose e credo che qui possa venire anche dalla rete sociale dei cattolici un grande aiuto alla riflessione, per riformulare l’idea di destra e l’idea di sinistra. (…) Io qui non parlerei e non ho parlato di voto, ma di pensiero sociale dei cattolici, della capacità che essi hanno di rappresentare la società. Quindi, non penso a un conglomerato di cattolici che si esprima in un partito, ma a una visione che i cattolici possano dare all’interno dei partiti dove sono, che a questo punto può veramente anche fare la differenza. (…)

Certamente un’Italia instabile che si trascinasse in questa situazione sarebbe un rischio prima di tutto per sé stessa, perché la situazione greca ancora è tra le realtà possibili per noi, e certamente poi è un rischio per l’Europa perché c’è bisogno di un governo stabile con un’idea chiara, che se fa degli sbagli ascolti anche la gente e l’opposizione e possa correggersi, per collaborare con un Europa verso un’unità politica maggiore. Questo senza dubbio.
Per questo io sottolinerei il fatto che le decisioni che si devono prendere adesso in Italia abbiano davanti non soltanto l’esigenza di breve periodo ma anche costruire una piattaforma, a partire da una legge elettorale diversa, per avere un futuro politico insieme all’Europa. Quindi un momento di grandi scelte, di svolta, non è una elezione come le altre è un momento veramente drammatico che può segnare il modo con cui noi saremo nei prossimi vent’anni.

http://it.radiovaticana.va/news/2013/02/26/italia:_camera_e_senato_al_centrosinistra_ma_senza_maggioranza./it1-668415

Un pensiero su “Adesso è un momento di grandi scelte, di svolta…

  1. Grazie Pinuccio per la riflessione che condivido.
    Facendo arrabbiare qualcuno l’altro giorno ho scritto sulla mia pagina facebook che non ero triste per il risultato. Questo perché è meglio che un voto venga espresso, piuttosto che lasciarlo all’astensione, che come si sa, non cambia lo status quo.

    Ben venga il messaggio portato dai grillini, che alla fine è un messaggio che va in una duplice direzione: da un lato una protesta contro un sistema che non si è rinnovato e dall’altro il segno che la politica non ha detto nulla a chi vive situazioni difficili.
    E’ giusto il sano realismo, ma è altrettanto giusto dire qualcosa a chi vive situazioni di nuova povertà e che si sente abbandonato da una classe dirigente.

    Tuttavia, l’altro giorno alla luce del risultato elettorale, confrontandomi con mia moglie, ci siamo entrambi domandati: ma riusciremo a lasciare un’Italia con un futuro a nostra figlia?

    Ecco perché è giunta l’ora di interrogare in maniera diversa il ruolo dei cattolici (che ricordiamoci non possono più giocare le partite come in passato, puntando sull’appartenenza).
    Dobbiamo iniziare a organizzare una proposta nuova. Basta buonismi e basta attendismi.
    Io stesso sto riflettendo su quale debbano essere le scelte che devo fare nei prossimi giorni/settimane, perché è chiaro che l’attesa giunge ad una fine.

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