Dalla protesta alla gestione della rappresentanza

Un dato è certo e cioè che le ultime elezioni hanno decretato con estrema chiarezza la fine di un modo di intendere i partiti e perciò è arrivato il momento, se non vogliono scomparire, che essi mettano decisamente mano ad una loro radicale rifondazione: nonostante infatti le continue e inequivocabili avvisaglie di ciò che li aspettava, i partiti hanno ostinatamente ignorato tutto ciò e dunque adesso per loro non ci sono più attenuanti che tengano anche perché, come vediamo, ormai il tempo è veramente scaduto. Quanto però sta drammaticamente accadendo non riguarda soltanto i partiti in quanto il cambiamento in atto riguarda davvero proprio tutti, dunque cittadini compresi.
Per introdurre allora questa fondamentale riflessione ritengo davvero molto interessante e del tutto condivisibile questo articolo di Marco Fatuzzo il quale è eloquente già da titolo, Dalla protesta alla gestione della rappresentanza, il quale prende spunto dall’irruente  entrata in scena del M5S. Desidero evidenziare di esso in particolare questi due passaggi.

E’ il pensiero espresso da Umberto Eco. Condivisibile. I partiti, incapaci di cogliere gli umori della gente e di rinnovarsi, meritavano una lezione solenne. E l’hanno avuta. La voglia di partecipazione e di cambiamento reale che sale dal paese va accolta, da tutti, senza se e senza ma. Nel rispetto della Costituzione e delle regole democratiche”. (…)

L’alternativa sono i movimenti civici?
“Una visione della vita politica alternativa al sistema dei partiti, che si propone di unire gli abitanti di una collettività intorno ai valori positivi della vita associata, aggregando individui che, provenienti da diversi ambiti sociali, collaborano per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela ed alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità”. Questo l’identikit dei Movimenti civici tratteggiato da Norberto Bobbio, che ne giustifica la genesi per il vuoto lasciato dalla crisi dei partiti: sarebbe, in sostanza, la società civile che, dall’ingovernabilità che genera crisi di legittimità (periodi di crisi istituzionale), diventa il luogo dove si formano i poteri di fatto. Ci sta dentro anche il “5 Stelle”.

http://www.mppu.org/notizie/in-italia/420-in-italia-il-movimento-5-stelle.html

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