Il coraggio della verità

Oggi si avverte l’urgenza di tornare a parlare con il linguaggio della verità in quanto essa ci rende liberi e permette la vera prosperità pubblica e privata. Certo, con amore ma la verità va detta senza cedere mai più a nessunissimo compromesso. La politica, in modo particolare, essendosi allontanata dalla verità è andata modificando negativamente lo stesso sistema democratico: infatti l’illegalità, la corruzione, l’attuale legge elettorale (definita non a caso “porcellum”), solo per citarne alcuni tra i più gravi, hanno potuto imporsi nel nostro Paese perché l’ambiguità dell’agire ha finito per tradire proprio la verità. In realtà anche quest’ultime elezioni, pur di procurarsi il consenso dei cittadini/elettori, non si è forse cercato, da parte soprattutto di qualcuno, di negare irresponsabilmente perfino l’evidentissima quanto pesantissima situazione in cui ancora si trova drammaticamente l’Italia? 
Cerchiamo allora di chiarire innanzitutto come essa va intesa. La verità possiamo descriverla come una valutazione della ragione in “rispondenza piena ed assoluta alla realtà effettiva” (Dizionario Devoto-Oli). Quanto poi sia indispensabile vivere il coraggio della verità lo esprimono con grande autorevolezza e sapienza questi preziosissimi pensieri di Giovanni XXIII, i quali ve li riporto affinché possano provocare quel benefico risveglio delle nostre coscienze di cui abbiamo tutti un grandissimo bisogno. 

«La verità. Tutti sanno quante insidie si addensano e si architettano per sopprimerla o sminuirla. (…) Tante volte si cerca di coprire con rivestimenti del vero ciò che in realtà è il contrario. (…) Talvolta anche il disprezzo ed uno sconsiderato disconoscimento del vero. Di qui errori d’ogni genere, che penetrano negli animi e si infiltrano nelle strutture sociali, tutto sconvolgendo con grave rovina dei singoli e dell’umana convivenza. (…)
La verità ci rende liberi (Gv. 8,32); essa nobilita chi la professa apertamente e senza rispetti umani. Perché dunque aver timore di onorarla e di farla rispettare? Perché scendere ad accomodamenti con la propria coscienza, accettando compromessi stridenti con la vita, quando invece solo chi ha la verità dovrebbe essere convinto di avere con sé la luce, che dissipa ogni tenebra, e la forza trascinatrice che può trasformare il mondo?      Non è colpevole soltanto chi deliberatamente sfigura la verità, ma lo è altrettanto chi per timore di non apparire…, la tradisce con l’ambiguità del suo atteggiamento. Onorare dunque la verità con la fermezza, il coraggio, la consapevolezza di chi possiede forti convincimenti. (…)
È dunque necessario che tutti, sia i privati cittadini, sia coloro che hanno in mano le sorti dei popoli, amino sinceramente la verità se vogliono godere quella concordia e quella pace, dalle quali soltanto può derivare la vera prosperità pubblica e privata».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*