UN PATTO DI FRATERNITA’ PER L’ITALIA

Semplificando mi sembra si possa affermare che fino al crollo del muro di Berlino i partiti si identificavano in rigide ideologie, cioè da un pensiero totalizzante, mentre successivamente essi sono andati caratterizzandosi per una forte personalizzazione della leadership (Berlusconi di ciò ne è l’espressione massima … e ora sta dimostrando di esserlo altrettanto anche lo stesso Grillo).
Sia le ideologie che la leadership però, pur essendo molte diverse fra loro, hanno in comune due aspetti in quanto si basano sull’esistenza del nemico, e ciò li pone entrambi in una condizione di debolezza circa la propria identità in quanto la si costituisce soltanto per negazione dell’avversario, così come sull’eccessiva radicalizzazione che ieri riguardava la visione politica e oggi il ruolo esercitato dal leader, la quale tende a escludere piuttosto che a includere e nelle decisioni da prendere non permette una fattiva partecipazione democratica degli associati.
È molto importante avere presente tutto ciò proprio perché se davvero si vuole superare il pericoloso stallo in cui si trovano attualmente le forze politiche è del tutto evidente quanto sia indispensabile che esse smettano di guardarsi come nemiche, così come non si estremizzi il proprio ruolo di leader cominciando innanzitutto a non essere eccessivamente intransigenti e a non confondere le questioni personali con quelle del Paese: non bisogna infatti dimenticare che il suo bene viene prima di qualsiasi appartenenza partitica e interessi di parte.
Non è la prima volta che ci troviamo in un momento difficile; la lunga storia d’Italia è attraversata da molti passaggi critici. E in tali momenti sono sempre emersi dei giganti che hanno contrastato il male e la violenza che stavano soffocando la vita civile. Oggi come ieri dobbiamo lottare perché quello che è stato costruito dai giganti non venga distrutto dai nani. Anche oggi dunque c’è bisogno di giganti, anzi, di esserlo un po’ tutti, i quali sono tali non perché dotati di chissà quali genialità, ma perché resi grandi dalla fedeltà ad una idea: l’idea chiamata Italia.
Per questo allora diventa essenziale concorrere tutti insieme ad attuare quanto aveva detto Chiara Lubich nel 2000 ai politici e cioè la fraternità da riproporre, oggi, ai parlamentari e ai cittadini, per stabilire un nuovo PATTO, prima e a fondamento delle differenze di orientamento politico e anche per ridare dignità alla stessa comune convivenza: è dalla fraternità attuata infatti che può partire il più potente cambiamento, che può nascere veramente una politica nuova.

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