Cosa aspettiamo ad alzare lo sguardo?

Fa male, molto male vedere politici che ogni giorno continuano a fare ospitate nei salotti della tivù (girando come trottole da una trasmissione all’altra), il più delle volte perdendo tempo a rinfacciarsi gli uni gli altri la colpa della gravissima situazione politica in cui ci troviamo, e quel che è peggio con la presunzione di parlare a nome dei cittadini.

Preoccupati più del consenso che di risolvere davvero i problemi che incombono sul Paese nessuno ha il coraggio di ammettere gli errori della sua parte politica, i veti incrociati che vengono imposti con enorme incoscienza i quali di fatto rendono impossibile qualsiasi accordo: a parole infatti tutti dicono di essere disponibili ad assumersi le proprie responsabilità ma in realtà prevalgono soltanto calcoli molto… troppo interessati.

Eppure le soluzioni più opportune potrebbero essere veramente a portata di mano se solo si comprendesse che, al posto dell’arrogante prepotenza che alza i muri e divide terribilmente, è arrivato il tempo di alzare lo sguardo oltre le differenti appartenenze partitiche per ricercare così il molto che ci unisce, cominciando prima di tutto nel riconoscere la nostra comune umanità: i cattolici non  dovrebbero essere in prima fila nel fare ciò e dunque cosa aspettano ad uscire dall’anonimato e prendere l’iniziativa?

Mai come in questo nostro tempo e ancor più in questo difficilissimo momento infatti diventa indispensabile avere la certezza che oltre le nubi il sole continua a brillare e ciò significa che se sapremo diventare tutti tessitori di fraternità allora non ci sarà nessun dubbio che il Paese si risolleverà e la stessa convivenza diventerà più armoniosamente fraterna.

I politici sapranno dunque fare propria questa impegnativa sfida?

Sapremo tutti insieme concorrere a realizzare questo che non è un sogno ma un segno dei tempi?

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