Rigenerare la politica per elevare la democrazia

Alzare lo sguardo ed essere tessitori di fraternità significa sul piano pratico cercare di attuare anche un discernimento dei fatti in modo non emotivo ma distaccato e quindi riuscire a leggere le vicende politiche il più oggettivamente possibile e ciò esige di non lasciarci condizionare dalle differenti appartenenze proprio perchè è inevitabile che esse tendano di più a ricercare il consenso piuttosto che a utilizzare il linguaggio della verità.

Provare allora a individuare le responsabilità del degrado politico in cui ci troviamo, il porre dei quesiti rispetto a quanto sta accadendo, cercare di capire l’agire delle differenti forze politiche… non è solo legittimo ma è un dovere irrinunciabile in quanto non va mai dimenticato che la sovranità appartiene al popolo, non ai capipopolo: se essa infatti fosse stata esercitata con quella responsabilità che ci compete non avremmo lasciato che venissero usate le istituzioni per fini personali e non permettevamo che i partiti deragliassero fino a diventare delle “macchine elettorali” finalizzate alla conquista delle cariche pubbliche con quell’inaudito, ingente sperpero di risorse della collettività che ha finito per contribuire a mettere in ginocchio il Paese: avremmo evitato lo stesso tsunami che di fatto tutto ciò ha finito per provocare.

Certo, amare nella verità, perché di questo si tratta, non significa ergersi a giudici intransigenti o pretendere di imporre il nostro pensiero come l’unica verità, ma piuttosto di uscire da quella pericolosissima insensibilità che ci rende drammaticamente sempre più indifferenti a tutto, a non scendere più a nessun compromesso prima di tutto con la propria coscienza: come periodicamente infatti si potano le piante perché siano sempre belle rigogliose, allo stesso modo diventa fondamentale purificare l’azione politica affinché possa sempre rigenerarsi e riprendere nuovo slancio elevando così la stessa democrazia.

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