Noi abbiamo interessi diversi ma siamo un unico popolo

Riguardo alla presentazione da parte del neo premier Enrico Letta del nuovo governo così ieri ho scritto su facebook: “Auspicavo una soluzione diversa ma essendo ormai passati sessanta giorni dalla elezioni è fondamentale che finalmente si sia arrivati alla formazione di un governo. Ritengo poi che per poter esprimere serenamente una valutazione il più possibile ponderata rispetto alla sua composizione e alla sua reale incisività sia indispensabile aspettare fino a quando verranno presentate le linee programmatiche e i tempi per attuarle: comprendo infatti che non bisogna lasciarsi condizionare dall’emotività in quanto essa spesso non rende giustizia alla verità dei fatti ”.
Ho detto questo perché mi rendo sempre più conto che essere tessitori di fraternità, la quale si sta rilevando di essere grado di reggere il peso di questa sfida epocale, significa possedere uno sguardo lungimirante capace quindi di andare oltre tutte le apparenze, le disunità e cogliere così il filo d’oro che lega persone e avvenimenti. Capire questo è molto importante perché altrimenti si finisce per alimentare una perenne contrapposizione, la quale impedisce di comporre un disegno comune con la conseguenza drammatica di spingerci purtroppo fino a precipitare tutti nel baratro.
A questo proposito Antonio Maria Baggio, intervistato da Radio Vaticana in merito proprio al nuovo governo, a detto che: «I guai nascono sempre dalle divisioni. Noi abbiamo interessi diversi ma siamo un unico popolo. La politica è il metodo per mettere insieme, per comporre i conflitti e per gestirli. In questi ultimi anni non abbiamo saputo farlo. Un governo che raccoglie tante diversità, proponendosi di affrontare esattamente questo problema, a me sembra – non vorrei sembrare troppo ottimista – un governo giusto».
Certo, perché ciò si realizzi realmente sul piano pratico è necessario attuare un atteggiamento costruttivo le cui caratteristiche le ho trovate descritte in modo formidabile da Vera Baboun, prima donna sindaco di Betlemme e dei territori palestinesi: «Sta a noi fare i passi per creare il nuovo. Per costruire i ponti servono tre cose: il coraggio, la buona volontà e la verità. Bisogna confidare in se stessi e credere che si può cambiare».
Se dunque si ha a cuore veramente le sorti del nostro Paese non possiamo non auspicare con appassionata sollecitudine che il nuovo governo traduca ciò nel suo impegnativo agire: non c’è dubbio infatti che in questo modo esso avrà successo, così come insieme al Parlamento potrà davvero attuare quello che finora non è mai stato possibile. Un compito, è bene precisarlo, che riguarda anche tutti noi se davvero vogliamo esercitare responsabilmente la nostra stessa sovranità.

 

* Per leggere e sentire tutta l’interessante intervista di Baggio cliccare su questo link:
http://it.radiovaticana.va/news/2013/04/27/presentato_il_governo_letta,_21_ministri,_7_donne._napolitano:_er/it1-687125

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