Una leadership partecipata e collettiva, un agire “a corpo”

Ho avuto modo di leggere sul sito online della rivista culturale “Umanità Nuova” l’intervista a Paolo Giusta – funzionario europeo dal 1994 (senior auditor e formatore presso la Corte dei conti europea), professore di Leadership etica all’Istituto Universitario Sophia (Loppiano/Firenze) – e l’ho trovata davvero interessantissima in quanto riguarda una preziosa riflessione su un aspetto oggi veramente determinante, lo si intuisce fin dal titolo, la quale mi pare anche efficacemente in continuità proprio con il post di ieri.
Sono stato molto attratto da essa in quando si parla appunto di leadership “partecipata” e “collettiva”, di leader fraterno visto individualmente come un facilitatore, di un agire “a corpo”… una prospettiva che trovo veramente adattissima proprio per questo difficilissimo tempo politico che stiamo attraversando e dunque per questo ve la propongo (per leggerla basta solo cliccare sul link). Desidero evidenziare almeno due passaggi che ritengo particolarmente preziosi per la loro efficacissima lungimiranza.

«La mia tesi è che oggi ci sia bisogno di forme di leadership più partecipate e collettive, di un agire “a corpo”. Grazie anche alle nuove tecnologie, possiamo interagire in modo molto più orizzontale e aperto, dentro ma anche oltre e al di fuori delle tradizionali strutture gerarchiche dove viene in evidenza il leader-capo. Essenziale perché questo agire a corpo sia efficace sono la qualità del contributo personale e la qualità delle interazioni tra le persone, la qualità ad esempio delle conversazioni che avvengono in un gruppo e che permettono, faticosamente, di prendere decisioni collettive. È molto più facile avere un capo che ti dice cosa fare, ma oggi il saggio isolato è impotente di fronte ai complessi problemi che dobbiamo affrontare. È necessario agire insieme». (…)       «Un leader è fraterno, a mio parere, quando prende sul serio il fatto che come esseri umani siamo tutti fratelli, cioè tutti sostanzialmente pari nella nostra diversità. E quando agisce per attivare e rendere visibile questa realtà. Vedo il leader fraterno, individualmente, come un facilitatore: uno che apre la strada ad altri, che crea e cura lo spazio dove le persone possano esprimersi e interagire».

Alcune riflessioni sulla leadership etica

3 pensieri su “Una leadership partecipata e collettiva, un agire “a corpo”

  1. Lo Spirito Santo, se lo lasciamo agire, cambia il nostro cuore di pietra, reso così dal nostro egoismo, in un cuore di carne, cioè capace di amare sempre, di amare tutti e di amare per primi e fare cosi della nostra vita una divina e meravigliosa avventura.
    Oggi in particolare ma ogni giorno dunque rivolgiamoci a Lui, come ad un amico, per chiedergli il dono della sapienza e invochiamolo per ciascuno di noi e in modo specialissimo per tutti coloro che agiscono in politica, dicendogli con tutta la confidenza di cui siamo capaci e con quella totale fiducia che ci esaudirà: “Vieni Santo Spirito, riempi i nostri cuori della Tua presenza e accendi in noi il fuoco del Tuo Amore”.

    Una buonissima domenica a ciascuno di voi e alle vostre famiglie!

  2. Scusa una domanda sull linguaggio, io sono da lungo tempo all’estero e non ho più dimestichezza con l’italiano di oggi: ma che cosa vuol dire agire “a corpo” ? Dev’essere un espressione nuova, infatti sta anche fra virgolette, ma i collegamenti che mi vengono in mente sono “a corpo morto” (agire istintivamente e senza pensarci su ?) oppure “lavoro al corpo” dei pugili, cioè picchiare sulla schiena e sul torace, ma allora non capisco la metafora. O vuol forse dire qualcosa come “agire in tanto che corpo unico”, cioè mettendo in primo piano l’aspetto collaborativo ? O che cosa ancora ?

    Grazie in anticipo e cari saluti da Berlino
    Marco di Berlino

    • Ciao Marco,
      agire “a corpo” significa andare avanti tutti insieme animati dalla reciprocità: come un corpo infatti è fatto da molte parti ma tutte interdipendenti tra loro, così anche noi nel realizzare il bene comune dobbiamo vivere tra tutti la fraternità in modo da sperimentare quell’unità che tanto unisce tanto distingue.
      Grazie dunque a te per avermi permesso di chiarire meglio questo aspetto così fondamentale e un gioioso saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*