Ama e fa ciò che vuoi

Ho scelto di non evidenziare il mio essere credente in quanto sono convinto che l’agire politico debba rimanere sul piano della laicità e questo perché non bisogna confondere i due piani e anche per rispetto nei confronti di coloro che hanno altre convinzioni. Avverto però che ci sono dei momenti in cui è impossibile contenere quello che ti arde dentro e oggi l’occasione è davvero speciale in quanto si fa memoria di Agostino d’Ippona la cui affascinante figura è un esempio non solo per chi crede ma per tutti e ciò è possibile costatarlo se si ha la fortuna di conoscere la sua drammatica vicenda umana e la travolgente esperienza che da un certo punto della sua esistenza si è trovato a vivere. Al riguardo desidero donarvi questa sua preziosa affermazione: “Ama e fa  ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”. Ho citato questo suo importante pensiero proprio perché ritengo che esso possa essere applicato anche allo stesso agire politico e questo l’ho compreso vedendo lo straordinario legame che unisce ciò che ha detto Agostino e quello che ha affermato Chiara Lubich. 

Nel 2004 si è svolto un congresso a Berna (Svizzera) sul tema “La fraternità in politica: utopia o necessità?” e la relazione è stata tenuta da Chiara Lubich alla presenza di numerosi sindaci, amministratori e politici. Al termine era previsto uno spazio di dialogo e tra coloro che sono intervenuti c’è stato un sindaco che rivolgendosi a Chiara  Lubich ha detto: “In politica in particolare tante volte siamo chiamati a dover prendere posizione e qualche posizione costa veramente sofferenza. Magari questo aspetto si potrebbe approfondirlo un po’ di più. È vero che l’amore fa tutto ma qualche volta è difficile applicarlo”. E lei risponde così: “Bisogna vedere cos’è l’amore. Lei dice che alle volte naturalmente le circostanze la fanno parlare in modo forte mentre vorrebbe magari, non so, avere più tempo per impostare le cose in modo diverso. Se noi guardiamo Gesù  sappiamo che Lui ha detto: ‘Imparate da me che sono mite e umile di cuore’. Quando apriamo altre pagine del Vangelo lo vediamo fortissimo, quando parla ad esempio:  ‘Guai a voi farisei, falsi e ipocriti, razza di vipere’. Sono parole fortissime. Perché Gesù a parlato così? (…) Era autorizzato Gesù a parlare in quella maniera o poteva cadere nel dubbio in cui è caduto lei. C’è un fatto, che Gesù per quei uomini, ai quali rivolgeva queste parole anche dure, per quei uomini come per tutti gli uomini del mondo, Lui era morto per amore. Questo giustificava sulla sua bocca le parole più dure, perché Lui aveva pagato prima per la salvezza di quelle persone. Cosa dobbiamo imparare? Dobbiamo capire questo: che tutto possiamo fare, sempre possiamo dire la verità purché lo facciamo per amore, avendo l’intenzione di dire: io per te sarei pronto a dare la vita, però tu sbagli e ti dico questo e questo. Infatti ancora il Vangelo dice: ‘Se tuo fratello sbaglia diglielo; se non si corregge chiama un amico come testimone; se ancora non si corregge avverti la comunità e se ancora non si corregge che sia espulso dalla comunità. Quindi l’agire di Gesù è fortissimo, ma c’è quella base che purtroppo noi non sempre abbiamo, quello di essere capaci di morire per gli altri. E in chi parla forte e è capace di morire per l’altro si sente sotto l’amore, si sente che non è una specie di vendetta, di una frecciata che si fa così per impulso, per mancanza di tempo: no, si sente. Quindi signor Sindaco io direi se è possibile: mettiamoci in questo atteggiamento di Gesù, come Lui pronti ad amare e diciamo sempre la verità, sempre la verità, la verità si può sempre dire, basta dirla con questo atteggiamento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*