Davvero la riforma della legge elettorale è più vicina?

Ieri il Comitato ristretto della Commissione Affari costituzionali per l’elaborazione delle riforma elettorale del Senato si è incontrato ed esso si è concluso con un rinvio alla seduta di mercoledì prossimo. L’impressione che trapela sembra improntata al positivo in quanto il vicecapogruppo vicario del Pdl a Palazzo Madama, Gaetano Quagliariello ha affermato ai giornalisti che ci sono stati dei passi in avanti e che i partiti sono sulla via di superamento dei problemi in quanto c’è un accordo di fondo su una serie di aspetti qualificanti della riforma. Come lui stesso ha spiegato la bozza sulla quale si sta lavorando prevede un impianto proporzionale, con una soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale o dell’8% per forze locali presenti però in circoscrizioni che raggiungano un numero congruo di elettori. I seggi saranno assegnati su base circoscrizionale: i due terzi degli eletti deriveranno dalla scelta degli elettori, un terzo da liste bloccate. Inoltre essa prevede un premio che agevoli la formazione di governi stabili, norme per equilibrare la presenza di uomini e donne nelle assemblee legislative e infine norme per rendere più trasparente l’elezione nelle circoscrizioni estere. Sempre Quagliariello osserva ancora che su due aspetti controversi vi è stato un sostanziale disgelo: si registra una disponibilità affinché il premio sia assegnato al partito più suffragato e dall’altra parte una disponibilità ad accettare che esso sia consistente. Resta il nodo di come debbano essere scelti gli eletti: attraverso le preferenze, come vorrebbe il PdL, o attraverso i collegi, come vorrebbe il Pd.

Lo stesso Presidente del Senato Renato Schifani, in una nota al termine della riunione del comitato ristretto, ha espresso ottimismo in quanto ha detto che: “Il Senato continua a lavorare con impegno. Ed è incoraggiante che le forze politiche abbiano trovato convergenze su alcuni punti strategici della futura legge elettorale. Continuo ad essere fiducioso sul senso di responsabilità dei partiti e delle relative forze parlamentari per il raggiungimento, al piu’ presto, di un’ampia intesa”.

Personalmente penso che al riguardo sia indispensabile non abbassare la guardia ma, anzi, irrobustire il nostro impegno con ogni modo che possiamo trovare, intanto continuando dove è possibile a  sollecitare i parlamentari e senatori con cui siamo in contatto e anche a sensibilizzare la stessa coscienza civile del Paese affinché prenda sempre più coscienza di quanto sia urgentemente improcrastinabile la rifondazione della politica e agisca di conseguenza. Non si può pensare a qualche azione comune come, per fare un esempio, dar vita ad una pagina facebook? Chi ha idee e anche la capacità per attuarle si faccia avanti così da non lasciare davvero nulla di intentato.

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