Artefici d’una nuova umanità (2)

La consapevolezza che il bene comune va vissuto con un respiro planetario spinge Giovanni Paolo II  per la prima volta a parlare del ‘principio della cittadinanza mondiale’: “L’appartenenza alla famiglia umana conferisce ad ogni persona una specie di cittadinanza mondiale, rendendola titolare di diritti e di doveri, essendo gli uomini uniti da una comunanza di origine e di supremo destino ”.

E commenta con tratto paterno: “Basta che un bambino venga concepito perché sia titolare di diritti, meriti attenzioni e cure e qualcuno abbia il dovere di provvedervi”. Ne consegue perciò sul piano pratico che: “La condanna del razzismo, la tutela delle minoranze, l’assistenza ai profughi e ai rifugiati, la mobilitazione della solidarietà internazionale nei confronti di tutti i bisognosi non sono che coerenti applicazioni del principio della cittadinanza mondiale ”.

Quanto poi sia importante che la fraternità venga attuata Karol Wojtyla lo evidenzia in occasione di un suo messaggio per Giornata Mondiale della Pace, il quale inizia così il suo messaggio: “All’inizio di un nuovo millennio, più viva si fa la speranza che i rapporti tra gli uomini siano sempre più ispirati all’ideale di una fraternità veramente universale”. E terminando il suo messaggio, rivolgendosi direttamente ai giovani, così conclude: “Siate artefici d’una nuova umanità, dove fratelli e sorelle, membri tutti d’una medesima famiglia, possano vivere finalmente nella pace!”.

 

*Domani proporrò alcune considerazioni conclusive.

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