“Ci vendono tutto, tranne quello che ci serve: la felicità”

Ho avuto modo di leggere un interessantissimo estratto del discorso che il presidente dell’Uruguay Jose Mujica ha pronunciato alla conferenza mondiale Rio+20 il 21 giugno 2012 a Rio de Janeiro.
Esso mi ha fatto davvero riflettere molto in quanto il suo pensiero mette a nudo un aspetto che ci riguarda proprio tutti cioè lo “sviluppo sostenibile” e che ciò sia una questione drammatica lo si capisce già da questa sua fortissima affermazione: « …abbiamo creato una civiltà, quella in cui viviamo, figlia del mercato e della concorrenza, che ci ha portato un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Ma ciò che è nato come “economia di mercato” è diventato “società di mercato”. E ci ha portato questa globalizzazione, che significa doversi occupare di tutto il pianeta. La stiamo governando, la globalizzazione, o è la globalizzazione a governare noi?»
A ulteriore sostegno di ciò desidero riporto almeno altri due particolari pensieri che confermano la sua straordinaria saggezza… quella saggezza politica che dobbiamo supplicare abbia l’intera nostra classe politica. 

È possibile parlare di solidarietà e dire che siamo tutti uniti, in una economia basata sulla competizione spietata? Fino a che punto arriva la nostra fraternità? La sfida che abbiamo davanti è di una dimensione epocale. E la grande crisi non è ecologica: è politica. L’uomo, oggi, non governa le forze che ha creato; sono queste ultime a governare l’uomo e la nostra vita. (…)

Lo sviluppo non può andare contro la felicità: dev’essere a favore della felicità umana, dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, della cura dei figli, dell’avere amici, del non privarsi dell’indispensabile. Proprio perché questo è il tesoro più prezioso che abbiamo, ricordiamocelo; quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama: felicità umana.

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