Ginetta Calliari. Gigante dell’Unità

Oggi presento una radiosa testimone del carisma dell’unità: Ginetta Calliari. Essa, nata il 15 ottobre a Trento e morta 8 marzo 2001 in Brasile, è una delle prime compagne di Chiara Lubich, sin dal 1944. Arrivata in Brasile nel 1959, col primo gruppo dei Focolari, rimane scioccata dal brusco impatto con le gravi disuguaglianze del Paese. S’impegna nell’amore reciproco, vivendo le Sue Parole. Diceva: Egli ci aprirà la strada. Col passare del tempo, insieme a lei si sviluppa e consolida una comunità che oggi accoglie centinaia di migliaia di persone di ogni ceto ed età, abitanti delle favelas ed appartenenti a classi agiate, che si mettono al servizio dei più poveri. Si sono così potute concretizzare opere sociali che hanno cambiato il volto delle favelas in diverse città.
Per questo i brasiliani non dimenticano Ginetta: la sua tomba infatti è visitata in continuazione da persone di tutte le età, soprattutto giovani, consapevoli di un disegno d’amore personale di Dio che lei li ha aiutati a saper riconoscere e scoprire.
Sin dal primo tempo – è una sua testimonianza -, sentivamo chiaramente che solo Dio avrebbe potuto risolvere i problemi sociali, quando la sua Parola avesse trasformato il cuore degli uomini, dei poveri, dei ricchi, dei capi, di tutti. Perché, prendere dove c’è e mettere dove non c’è, solo lui poteva farlo. Portavo con me non il crocefisso di ferro della mia infanzia, ma il crocefisso vivo che stava nei fratelli.
E ancora: Fin dal primo incontro con Chiara, nel mio animo si operò una vera conversione, perché finalmente diedi a Dio tutto il cuore, tutta la mente, tutte le forze. Gli altri valori si ordinarono di conseguenza secondo le esigenze della carità che dava colore e senso agli atti della mia giornata, indirizzandoli tutti ad un unico obiettivo: Dio!
Ma «non si ama Dio che non si vede se non si ama il fratello che si vede». Ricordo che, nello sforzo di mettere in pratica questa frase della Scrittura, non mi era sempre facile riconoscere Gesù nel mio prossimo, dovendo fare i conti con il mio carattere ribelle e avverso a tutto quello che poteva vincolare la mia intoccabile libertà.
Infine vi invito a guardate questo brevissimo video, solo un minuto e 32 secondi, ma di una ricchezza inestimabile tanto da lasciare senza fiato: esso ci aiuta a guardare l’altro, soprattutto chi soffre, con occhi nuovi, nuovi perché rinnovati dalla sapienza dell’Amore. Sono certo di non forzare il suo pensiero se dico che è con questo stesso sguardo concreto che anche noi dobbiamo guardarci e che si devono guardare tutti coloro che agiscono in politica perché pure lì ciò opererà, come lei stessa dice, cose grandi nelle persone.

Vedere una persona che ha fame, vedere una persona sfruttata, oppressa, derisa, calunniata, schiacciata… e sono uomini, creature come noi! È incredibile la sapienza come va al di là di tutto, ha un fascino che trasforma, che tocca, come ha toccato me, se è poi vissuta, non letta o commentata, ma si è trasmessa con la vita veramente opera cose grandi nelle persone”.

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