La purificazione della memoria

Per poter davvero dare una decisa sterzata al sempre più conflittuale clima politico è indispensabile accogliere e fare nostro quanto diceva con grande saggezza Domenico Mangano, un mio indimenticabile amico, e cioè attuare la “purificazione della memoria”.

E spiega: “Questa è la Parola di Vita della politica, perché purificazione della memoria significa cancellare il modo con cui io vedo l’altro (qualsiasi esso sia), io vedo i problemi, io vedo la società, io vedo lo Stato, io vedo un partito. (…) Allora ho visto il mio comportamento, il mio stile di vita, i giudizi – a volte giusti a volte molto taglienti – le idee, il pensare e ho visto come una gabbia in cui è costruita tutta questa mia realtà, e ho intravisto nella purificazione, cioè in questo cancellare il passato, come il grimaldello che fa cadere questa gabbia. (…) Ecco io penso che ciascuno di noi debba fare questa purificazione della memoria perché noi abbiamo cucito un abito, un abitino intorno ad ognuno che incontriamo; e questo abitino ci viene sempre di fronte, anche nei momenti più belli e quindi questa purificazione della memoria è togliere questi abitini alle persone che incontriamo per vederli come Dio li vede, sempre nuovi. (Essa) dovremmo farla giornalmente, continuamente ”.

Con ciò non si tratta di rinunciare ad esprimere il nostro legittimo pensiero riguardo alle vicende politiche e ancora meno quando è opportuno ad attuare una reciproca correzione fraterna, ma di farlo con questo sguardo purificato, cioè libero da ogni condizionamento. Ecco, a me sembra che dobbiamo ripartire proprio da qui, cioè dal mettere continuamente in pratica la purificazione della memoria fra noi e con tutti, se davvero vogliamo concorrere a realizzare quella politica animata dalla fraternità che Chiara a messo nelle mani di tutti noi.

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