Il disegno della città, un mosaico di relazioni

“Come esiste un disegno nella vita di ciascuno di noi, anche la comunità cui appartengo ha una sua chiamata, che non è semplicemente il prodotto casuale di mille indifferenti interessi individuali, ma il risultato di tante storie che si intrecciano in un disegno comune; è questo – il suo nascere dalla realtà, dalla storia – che costituisce la mia città, il mio paese, il mio popolo, i quali hanno infatti una loro identità, una tradizione, una cultura. Il compito del politico dell’unità è quindi di chiedersi qual è la vocazione della propria città (paese) e cercare di prendere le decisioni che creano le condizioni perché ciascun cittadino, e la comunità intera, realizzi il disegno di cui è portatore, il suo compito nella storia, sviluppando tutte le potenzialità presenti”.                                                                     Chiara Lubich

È quindi con questo sguardo animato dalla fraternità che, soprattutto in questo impegnativo tempo che stiamo vivendo, siamo chiamati a guardare la città in quanto come afferma Lucia Fronza, nella sua provocante relazione dall’emblematico titolo Il disegno della città, un mosaico di relazioni:  “ Se è vero che la città può rappresentare una somma di problemi “impossibili”, essa può diventare anche un laboratorio privilegiato per innescare più agevolmente processi di cambiamento, di ricomposizione sociale, di apertura e flessibilità ”.

Proviamo dunque a fare il vuoto dentro di noi, così che niente ci condizioni, e lasciamoci invadere la mente e il cuore da ciò che ci viene donato nei 4 punti proposti affinché possiamo veramente concorrere tutti insieme a far diventare le nostre città vere cellule fondamentali del corpo sociale e politico del nostro Paese.

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