Un augurio molto ardito

Oggi il premier Renzi andrà al Senato, mentre domani sarà alla Camera, per presentare il programma del suo governo e chiedere così la fiducia per poter iniziare la sua difficilissima sfida. Essendo un atto istituzionale fondamentale l’unica cosa che c’è da sperare vivamente, visto il clima sempre più incattivito, è che ciascuna realtà politica riesca ad uscire dai rispettivi pregiudizi in modo che ci sia davvero la disponibilità ad un ascolto attento a comprendere reciprocamente le ragioni gli uni degli altri: non si tratta infatti di ricercare o difendere il proprio particolare interesse ma di fare ogni sforzo, pur nel pieno rispetto delle differenti identità, per cercare di pedalare tutti nella stessa direzione proprio perché la posta in palio è il bene stesso del Paese.
A questo riguardo, se potessi, vorrei donare al premier Renzi, ai componenti del governo, ai senatori, ai parlamentari e a tutte le realtà politiche alcuni importantissimi frammenti di quanto ha detto ieri Papa Francesco e che mi pare arrivi proprio a proposito: è vero infatti che lui si rivolgeva in modo particolare ai nuovi cardinali ma è del tutto evidente che quanto dice si adatta moltissimo anche per chi agisce in politica e non solo per i credenti presenti nei diversi schieramenti ma proprio per tutti. L’augurio molto ardito dunque, che sono certo sarà condiviso da tantissimi, è che ciò venga accolto e attuato da loro i quali, in ruoli diversi, si sono assunti una così pesantissima responsabilità davanti al Paese.

«Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello … Non ti vendicherai e non serberai rancore … ma amerai il tuo prossimo…». (…) Noi invece solitamente siamo così diversi, così egoisti e orgogliosi. (…) Fare questo lavoro di conversione, conversione nel cuore, conversione che tutti noi… dobbiamo fare. Conversione! (…) Non soltanto non dobbiamo restituire all’altro il male che ci ha fatto, ma dobbiamo sforzarci di fare il bene con larghezza.

(…) amare chi non lo merita, senza contraccambio, per colmare i vuoti d’amore che ci sono nei cuori, nelle relazioni umane, nelle famiglie, nelle comunità e nel mondo.

(…) amiamo coloro che ci sono ostili… chi sparla di noi; salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita; non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite. (…) Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze. Il nostro linguaggio sia quello del Vangelo: “sì, sì; no, no”; i nostri atteggiamenti quelli delle Beatitudini.

(…) siamo buoni servitori: buoni servitori, non buoni padroni! Tutti insieme… dobbiamo offrire la testimonianza… animata dal desiderio di servire i fratelli e pronta ad andare incontro con coraggio profetico alle attese e alle esigenze… degli uomini e delle donne del nostro tempo.

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