L’impoverimento del confronto politico

Con il post di mercoledì 8 aprile 2015 dal titolo Repetita iuvant, nel quale era riportato l’articolo di Marco Fatuzzo, è stata aperta una riflessione sulla preoccupante situazione in cui sono precipitati i partiti e che oggi viene di nuovo ripresa.
È innegabile che essi vanno sempre più perdendo ogni credibilità e stiano avviandosi in questo modo verso il loro drammatico disfacimento: i partiti infatti invece di ripensare in modo radicale il loro ruolo si limitano con cocciutaggine ad autoriciclarsi continuamente e fanno ciò soltanto con l’intento di mantenere i loro sproporzionati previlegi.
È altrettanto intollerabile che gli stessi eletti non vengano più scelti dai cittadini ma nominati da quelli che ormai assomigliano sempre più a dei capi fazione.
Questo deragliamento etico e del ruolo stesso che i partiti sono chiamati ad esercitare si sta ripercuotendo negativamente sullo stesso confronto politico, il quale è sempre più impoverito a causa di una lacerante conflittualità e questo perché le singole parti sono talmente ripiegate su sé stesse da non riuscire più a dialogare fra loro davvero con onestà intellettuale e ciò è dovuto a quel crescente atteggiamento narcisistico che alimenta il loro agire.
In realtà i politici che impongono la loro azione, con eccessivi diktat, penalizzano il confronto in quanto viene persa la ricchezza della diversità, mentre quelli che invece per contrapposizione vogliono apparire duri e puri pensando così di raccogliere più facilmente approvazione e consenso, a loro volta mortificano quella sana dialettica indispensabile per ricercare soluzioni davvero condivise il più ampiamente possibile.
Se infine si è pienamente consapevoli che tutto ciò succede, per usare una metafora, su una barca in balia di un mare turbolento, allora si capisce bene il perché c’è da preoccuparsi e… molto: infatti o i partiti si rifondano profondamente stabilendo con chiarezza i propri valori di riferimento e sviluppano su questa base un progetto coerente, con obiettivi chiari, specifici, dichiarati e si cerca tutti insieme di ricomporre il puzzle democratico animati dalla fraternità, o ad essere pericolosamente minacciata è la stessa democrazia!!!

Un pensiero su “L’impoverimento del confronto politico

  1. Dopo l’indegna gazzarra avvenuta anche oggi in Parlamento, in cui il silenzio sarebbe stato decisamente la cosa più dignitosa da fare, sono ancora più convinto di quanto ho scritto e soprattutto del dubbio crescente che le forze politiche sappiano davvero rigenerarsi: quando infatti si perde perfino il rispetto nei confronti dell’altro, qualunque sia la sua appartenenza e il ruolo che egli svolge, come è possibile credere ancora in loro???

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