La madre delle emergenze è ridare dignità alla politica!

Quello che stiamo vivendo è un tempo caratterizzato da una profonda crisi etico/politica tanto che va manifestandosi sempre più come la madre delle emergenze in quanto essa è la causa stessa di tutte le altre e questo non può non far sentire quindi l’improcrastinabile necessità che essa venga ripensata in modo radicale.

Nell’affermare ciò non significa voler cavalcare quel senso diffuso di antipolitica (anche se esso non va sottovalutato visto il diffondersi in modo sempre più preoccupante dell’astensionismo al voto), quanto piuttosto essere costruttivamente animati dal pressante desiderio di concorrere a ridare una visione alta della politica e che Papa Francesco così ha rilanciato con grande sapienza nella Evangelii Gaudium: “La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune”.

Questo nel contesto in cui oggi siamo chiamati a vivere esige di uscire dalle vecchie logiche che portano ad un’esasperata contrapposizione, la quale divide e di conseguenza si è tutti perdenti, ma cominciare invece a sperimentare insieme come le diversità condivise diventano una ricchezza indispensabile per realizzare realmente il bene comune: è fondamentale infatti essere consapevoli che oggi più che mai vivere l’unità nella distinzione è veramente la SFIDA VINCENTE.

In fondo è esattamente questo che intendevo evidenziare proponendo le nuove immagini che ora caratterizzano il blog e anche il mio profilo facebook: assumerci tutta la nostra responsabilità nel riflettere e contribuire insieme, serenamente ma con grandissima onestà intellettuale, affinché diventi di nuovo possibile ri-innamorarsi della politica proprio perché riscoperta come “l’amore degli amori” (Chiara Lubich).

Per questo allora dal prossimo lunedì e mercoledì (mentre il sabato sarà sempre dedicato alla ginnastica dell’anima) inizieremo a lasciarci interrogare dall’articolata relazione (verrà proposta per capitoli) di Nunzio Galantino su Alcide De Gasperi la cui statura di statista merita davvero di essere continuamente ripresa e valorizzata sempre di più e questo proprio perché il problema è che davvero mancano, sulla scena, politici del suo stampo: in definitiva infatti la lezione di De Gasperi mette in evidenza quanto oggi ci sia proprio bisogno di un nuovo ceto politico (da formare), che guardi a quel modello sublime. A seguire verranno proposti altri contributi.

A sottolineare quanto sia davvero importante approfondire il contenuto di essa riporto quanto ha scritto, fra l’altro, Fulvio De Giorgi nel suo articolo su Avvenire: “…il segretario della Cei è andato ben oltre un discorso storico-rievocativo: ha offerto agli italiani, ai laici cattolici soprattutto, un testo-base di riferimento (quasi potremmo dire un “manifesto” per i tempi nuovi). I politici italiani, ahimè, si son fermati a qualche frase estratta dal contesto, formulando giudizi di così basso profilo che, per carità di patria, è meglio ignorare”.

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