Il suo dover essere

Da ormai tantissimi anni sono abbonato a Città Nuova e leggendola diventa ogni volta come una sorgente a cui dissetarmi e rinvigorire così lo spirito di quell’Ideale dell’unità che ha riempito la mia vita e illuminato il mio stesso agire. E proprio perché mi sta moltissimo a cuore ieri ho scritto questo commento che desidero condividere con voi, il quale è nato perché da qualche tempo avverto la necessità che essa sia sempre più espressione davvero di tutti: sta proprio in questo infatti il suo dover essere.

Carissimo Direttore, Michele Zanzucchi, è certamente molto prezioso che ci venga data la possibilità di poter esprimere i nostri commenti e di questo la ringrazio davvero di cuore. Mi permetta però di aggiungere una cosa che a me sembra molto importante: affinché gli articoli che ci vengono proposti e i nostri commenti non rimangano soltanto degli sterili monologhi, non pensa che sia opportuno istaurare un autentico dialogo fra di noi e in questo modo dar vita così ad un autentico discernimento che, nel reciproco ascolto delle ragioni gli uni degli altri, permetta di ricercare insieme quella verità a cui in fondo tutti aneliamo e alla quale possiamo avvicinarci unicamente sperimentando veramente la ricchezza dell’unità nella diversità?                                                              Una proposta: perché non invertire la scaletta e cioè riguardo ad alcune delicate questioni, soprattutto quelle che toccano valori etici e in merito alla stessa politica che coinvolgono tutte le differenti sensibilità, perché non fare prima quanto ho sopra evidenziato e poi scrivere gli articoli?

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