Lasciare che sia la vita a parlare

Avere coscienza di essere immersi in una disorientante crisi culturale fa comprendere ancor più quanto sia drammaticamente attuale questi acuti pensieri di Benedetto XVI: «Chi può nascondersi che il relativismo, al quale noi tutti oggi siamo esposti, produca una crescente inclinazione al nichilismo? (…) Il relativismo diffuso, secondo il quale tutto si equivale e non esiste alcuna verità, né alcun punto di riferimento assoluto, non genera la vera libertà, ma instabilità, smarrimento, conformismo alle mode del momento».

Davanti a questo preoccupante scenario diventa quindi fondamentale attuare un discernimento comunitario nella ricerca della verità, consapevoli allo stesso tempo che per far fronte alla scaltrezza di coloro che si trovano dentro questa confusione etica è soprattutto indispensabile offrire una testimonianza credibile, cioè coinvolgente, proprio in quanto «In una società come questa non si può creare qualcosa di nuovo se non con la vita: non c’è struttura né organizzazione o iniziative che tengano. È solo una vita diversa e nuova che può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto». (don Luigi Giussani)

Anche dunque quando la fatica si fa sentire e si vorrebbe lasciar perdere è essenziale continuare a vivere con ancor maggior fermezza per ciò in cui si crede. Sì, solo chi ha grandi ideali può cambiare la storia e per questo è indispensabile continuare a sognare, credere, vivere, lottare, mettere sempre tutto il nostro impegno, senza mai rinunciare, anche se costa, a rendere visibili le ragioni della nostra speranza, a lasciare che sia la vita a parlare.

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