Il Paese ha bisogno dell’opera di tutti

Ci troviamo sempre più sommersi da una valanga di parole dalle quali emergono troppo spesso giudizi trancianti e tutto ciò rende così impossibile un confronto costruttivo fra diversi. Serve dunque un deciso colpo d’ala che permetta di ritrovare, con sguardo libero, il senso stesso della politica la quale oggi più che mai va vissuta come una delle forme più preziose di carità, proprio perché cerca il bene comune. Al riguardo così Chiara ha affermato con sapienza: cominciamo noi stessi a meditare e a vivere quanto propone in modo da essere lievito per tutti!

«La scelta dell’impegno politico è un atto di amore, con il quale ognuno risponde ad un’autentica vocazione, ad una chiamata personale. Chi è credente avverte che è Dio stesso a chiamarlo, attraverso le circostanze; il non credente risponde ad una domanda umana, ad un bisogno sociale, ad un problema della sua città, alle sofferenze del suo popolo, che trovano eco nella sua coscienza. (…) Quell’amore che è fonte di luce, che fa vedere la possibilità di grandi risultati, che sostituisce quel timore schiacciante – che, spesso presente nel mondo politico, immette paura – col coraggio, con nuovo coraggio.

I politici dell’unità, che prendono coscienza che la politica è, nella sua radice, amore, comprendono che anche gli altri, a volte chiamati avversari politici, possono avere compiuto la propria scelta per amore.

Prendono coscienza che ogni formazione politica, che ogni opzione politica, possono essere la risposta ad un bisogno sociale e quindi sono necessarie alla composizione del bene comune. Quindi si interessano al destino dell’altro e all’istanza che porta, come alla loro, e la critica si fa costruttiva… perché il bene del Paese ha bisogno dell’opera di tutti».

Chiara Lubich

Da: La fraternità in politica: utopia o necessità?                                                                Intervento tenuto a Berna (Svizzera), 4 settembre 2004

 

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