Tutta l’energia nel costruire il nuovo

Ieri ho voluto seguire in diretta streaming la direzione del PD e con dispiacere ho riscontrato nella relazione del segretario (eccessivamente autocelebrativa rispetto ai pochissimi accenni alle proprie colpe, mentre serviva un suo deciso passo indietro), un errore di fondo gravissimo e cioè credere di essere la risposta invece che la causa del populismo: non comprendere ciò infatti si espone la stessa democrazia a rischi molto pericolosi e che occorra preoccuparsi seriamente lo dice quanto sta accadendo a livello internazionale. Ecco perché sinceramente mi aspettavo un po’ di umiltà, parola forse troppo impegnativa da vivere nell’agire politico, anche perché a causa della riforma costituzionale da lui voluta e perseguita in modo sbagliato sia nel metodo che nel merito (sonoramente bocciata al referendum), ha contribuito a dividere così tanto il Paese che ora sarà molto difficile risanare. Rispetto poi al dibattito che ne è seguito è stato poco costruttivo in quanto, a parte qualcuno, c’è stata troppa accondiscendenza nei confronti del segretario e il risultato della votazione con la quale è stata approvata la sua relazione è eloquentemente schiacciante: 481 favorevoli, 10 contrari e due astenuti. Sarà perché si va verso possibili elezioni a breve?

La mia riflessione però non può non allargarsi e constatare con sempre più amarezza l’insistenza da parte di tutte le forze politiche di screditarsi a vicenda, con l’intento maldestro di accusare le altre come la causa del degrado della politica, e questo dimostra l’incapacità da parte di ciascuna di loro di fare un’autocritica leale con la quale ammettere responsabilmente le proprie gravissime responsabilità: non sono forse esse infatti che si alternano nell’amministrare le città e al governo del nostro stesso Paese? E anche il M5S, man mano che va assumendo il compito per ora di amministrare più città anche importantissime come Roma (lo cito non a caso), evidenzia ulteriormente che ricercare con accanimento la visibilità solo sulle disgrazie altrui non ti fa essere un affidabile soggetto riformatore e lo conferma il fatto, adesso che è chiamato alla prova dei fatti, che pure lui è condizionato da quelle vecchie logiche così tanto detestate.

Trovo quindi di grandissima attualità questa acuta affermazione di Socrate: “Il segreto del cambiamento è nel focalizzare tutta la tua energia, non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo”. In realtà oggi più che mai è tempo che tutte le forze politiche si sentano chiamate a prendere coscienza che ciascuna è soltanto una parte di quell’insieme senza il quale non si può costruire il bene comune e al riguardo è indispensabile ricordare che quel “concorrere” (art. 49 Cost.) significa tra l’altro che nessun parte e nessuna istituzione detiene tutte le soluzioni, le ambizioni. Questo vuol dire allora che esse, nel pieno rispetto delle differenti identità, sono chiamate ad attuare la reciprocità se davvero vogliono dimostrare in modo credibile che la loro unica finalità è quello appunto di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. È dunque in questa prospettiva che le forze politiche dovrebbero focalizzare tutta la loro energia così da costruire insieme davvero un nuovo modo di fare politica.

 

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