Partiti politici e sindacati tra modello e attuazione costituzionale (Ultimo)

6. Conclusioni

La disamina effettuata nelle pagine precedenti consente di aggiungere un’osservazione conclusiva. Le attuali e diffuse considerazioni sulle conseguenze dell’inattuazione dell’art. 39 sono in grado di evidenziare anche un aspetto che segna, forse, il punto di più significativa divergenza rispetto all’analogo dibattito relativo all’art. 49, introducendo una sfasatura tra le “vite normative parallele” (per riprendere l’espressione utilizzata all’inizio) delle due disposizioni costituzionali.                                                                  Mentre infatti la norma sui partiti ha sollecitato e sollecita gli studiosi ed il decisore politico esclusivamente per i profili attinenti alla sua “attuazione”, l’art. 39 è sempre più spesso oggetto di riflessioni che attengono anche all’opportunità di conservarlo nella sua formulazione vigente. Detto altrimenti, per l’art. 39 oramai non ci si pone più soltanto il problema della sua attuazione, ma sempre più numerose sono le voci autorevoli a favore di una sua revisione, in particolare con riguardo alla disciplina posta dal comma 4.                                                                                                                      Il dato non stupisce. Infatti, la previsione dell’art. 39, comma 4, è, come dianzi chiarito, l’unica tra quelle ricavabili dagli artt. 39 e 49 a richiedere ab origine una attuazione in senso stretto; pertanto, il fatto che quest’ultima non sia intervenuta nonostante i molti decenni passati, ha finito per “retroagire” sulla stessa disposizione, aprendo la questione della opportunità di conservare immutata nella Costituzione una previsione rimasta, in larga parte, lettera morta (fatta salva la sua vis destruens, di cui soprattutto in passato ha dato prova, come riferito, rispetto alla legislazione palesemente in contrasto con essa).                                                                                                            È comunque realistico immaginare che una scelta netta relativa al destino dell’art. 39 Cost. , nel senso della sua modifica o della sua attuazione, possa con più probabilità avvenire in un contesto istituzionale in cui il decisore politico sia dotato della forza di indirizzo necessaria per operarla. Perché tale contesto si affermi più compiutamente, d’altra parte, non sembra irrilevante il “se” e il “come” i partiti saranno in grado di riguadagnare il loro ruolo di strumenti di partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale, anche attraverso l’attuazione dell’art. 49 Cost. Se non altro da questo punto di vista, pare dunque che il destino di partiti e sindacati, sia pure per ragioni diverse ed in forme inedite rispetto al passato, per il momento sia destinato a conservare aspetti di intersezione.

Dalla relazione della prof.ssa Donatella Morana:

Partiti politici e sindacati tra modello e attuazione costituzionale

Da AMMINISTRAZIONE IN CAMMINO – Rivista elettronica di Diritto pubblico, di Diritto dell’economia e di Scienza dell’amministrazione, a cura del Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet”

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