La politica è un atto d’amore per la collettività

«Se la politica è per sé un bene il far politica è, in genere, un atto d’amore per la collettività; tante volte può essere anche un dovere per il cittadino. Il fare buona o cattiva politica, dal punto di vista soggettivo di colui che la fa, dipende dalla rettitudine dell’intenzione, dalla bontà dei fini da raggiungere e dai mezzi onesti che si impiegano».

«C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furbizia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale nè moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa concepire la politica come satura di eticità, ispirata all’amore del prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune. Per entrare in tale convinzione, occorre essere educato al senso di responsabilità, avere forte carattere pur con le gentili maniere, e non cedere mai alle pressioni indebite e alle suadenti lusinghe per essere indotto ad operare contro coscienza. Si sbaglierà, di sicuro, non mai di proposito e ad occhi aperti, nè per volontà perversa e a fini egoistici: l’errare è dell’uomo, il perseverare è del diavolo».

Luigi Sturzo

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