Ciò che va perso è l’idea di bene comune

Anche dopo le motivazioni della sentenza da parte della Corte costituzionale, la quale il 25 gennaio aveva bocciato parti significative del così detto Italicum, rimangono moralmente inaccettabili i capilista bloccati proprio in quanto, come è stato evidenziato, portano a una Camera formata per il 70% di nominati e ciò dunque va contro il libero esercizio democratico.  Così come rimangono altrettanto moralmente inaccettabili le stesse pluricandidature perchè anche se la Corte ha un po’ imbrigliato i giochi – bocciando la possibilità al capolista eletto in più collegi di scegliere dove prendersi il seggio in quanto si procederà per sorteggio – è del tutto evidente che con ciò viene un’altra volta calpestata la volontà dei cittadini.
In questo modo purtroppo la classe politica persegue il prevaricante obiettivo di scegliersi da sola ma così facendo si apportano modifiche di sistema, perché al posto della democrazia si creano delle oligarchie, cioè dei gruppi di potere che si perpetuano per cooptazione, anziché per scelta di coloro che sarebbero i sovrani. Ciò è un allontanamento dagli ideali democratici, nella sostanza e nella forma perché ciò che va perso è l’idea di bene comune.                                                                                           È del tutto ingiustificabile dunque che non si rifletta da parte degli stessi partiti come consista proprio in ciò la causa che li sta portando sempre più verso un drammatico fallimento: se infatti la fiducia in essi è scesa all’1,6%, praticamente vicino all’encefalogramma piatto, cosa significa se non che la gente non ha ormai quasi più nessuna fiducia in loro?

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