Maria Eletta Martini: una donna che tesseva l’elogio della prudenza in politica.

Venerdì scorso, 3 marzo 2017, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto a Lucca per ricordare Maria Eletta Martini, una donna impegnata in politica che, come è stato ricordato, ha vissuto la sua attività parlamentare con spirito di servizio e non come previlegio, lavorando per costruire ponti, non barricate. Il suo dunque è un prezioso esempio che è molto importante mettere sul moggio affinché illumini l’oscurità che sempre più pesa sulla politica. Ecco allora alcuni significativi stralci del suo discorso davvero molto bello (le sottolineature in grassetto sono mie).

«Maria Eletta diceva che occorre sempre dare il proprio contributo morale e materiale alla “vita degli altri”. Diffidava di un potere distaccato e contrapposto dal quale il cittadino isolato, chiuso nell’interesse individuale, dovesse guardarsi. L’idea di democrazia per lei era intimamente connessa con quella di una società inclusiva. Maria Eletta Martini le sue responsabilità se le è prese tutte. Senza ostentazione, ma con grande determinazione. E’ stata una delle donne che ha influito di più in passaggi decisivi della nostra vita democratica. Una donna capace di una leadership salda nella sua mitezza. (…)

Diceva Maria Eletta Martini, da cattolica-democratica tenace e convinta qual era, che “il colloquio, per difficile che sia, va fatto con l’umiltà di cercare il fondo di verità che c’è in ogni opinione”. E’ stata una donna forte. Che ha continuato a battersi con i suoi modi gentili e con la sua caparbia coerenza. (…)

Una donna forte che, tuttavia, tesseva l’elogio della prudenza in politica. Tra le virtù morali – ha scritto – è proprio la prudenza la più preziosa. “La prudenza – sono sue parole – non è grettezza di spirito, calcolo subdolo o interessato. E’ collegarsi alla dimensione comunitaria. La prudenza insegna a valutare, decidere, scegliere il proprio ruolo di fronte ai problemi sociali, che solo collegialmente possono essere risolti nella loro complessità”. La prudenza, spiegava, è prossima alla giustizia e bisogna intenderla sempre di più nella sua dimensione sociale. Una prudenza trasformata in sapienza. Da credente viveva la fede in modo esigente… Esigenti anzitutto con se stessi, prima ancora di giudicare gli altri. “Non c’è politica vera senza etica”, ripeteva. E per etica intendeva la rettitudine dell’agire, nelle grandi scelte come nel vivere quotidiano. (…)

Viveva l’elemento distintivo della credente – nel periodo di massima espansione del suo partito – non come una condizione di privilegio, ma come un dovere in più. “Non possiamo vantare – ha scritto – nulla di specifico rispetto agli altri uomini di buona volontà, se non ciò che deriva dalla nostra intelligenza, dalla nostra preparazione, dalla nostra resistenza, dal rigore, dalla dedizione, dalla coerenza di cui siamo capaci”. E’ questa la buona politica di Maria Eletta Martini. La politica come ideale e programma concreto al tempo stesso. Come dialogo per costruire insieme. Come intelligenza per trovare i tempi e i modi giusti per coinvolgere e includere».

Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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