PURIFICARE LO SGUARDO

Davanti a tutti coloro, popoli e singoli, che si trovano ad affrontare il dramma di dolorosissime situazioni (a causa di guerre, conflitti, violenze, povertà, malattie…), rimani così sconvolto da sentire una desolante stretta al cuore che ti fa ammutolire e in questo lacerante silenzio interiore avverti fortemente solo un pressante interrogativo: perché tutta questa immane sofferenza e ancor più perché essa colpisce perfino i più piccoli?
Certo, si possono fare più considerazioni rispetto ad un quesito così complesso ma è del tutto evidente che finché non si traducono in gesti concreti esse rimangono parole sterili, e ciò lo capisci se ti trovi proprio faccia a faccia con qualcuno che sta vivendo una di quelle pesantissime prove: ti accorgi infatti che le parole faticano a uscire difronte a quell’abisso di dolore.
Un’esperienza talmente spiazzante che ti costringe a uscire da quella superficialità e indifferenza che troppo spesso condiziona il nostro modo di pensare e di agire e ti fa prendere coscienza di come sia importantissimo vivere “a corpo” cioè animati dalla reciprocità in quanto, come un corpo è fatto da molte parti ma tutte interdipendenti tra loro, anche noi per la fraternità che tutti ci lega formiamo un’unica grande famiglia. A questo proposito proprio così ha affermato con sapienza Igino Giordani: “Ogni uomo è un fratello. E’ cellula dello stesso organismo di cui son cellula anch’io. Se egli soffre, anche l’organismo patisce: ed io in esso: Il bene del fratello è il mio bene: il male di lui è il mio male”.
C’è dunque un’indispensabile bisogno di purificare lo sguardo così da comprendere che non si possono ignorare tutte quelle pesanti sofferenze di cui si viene a conoscenza, dentro le nostre città e ovunque avvengono nel mondo, e di conseguenza fare quanto è nelle nostre possibilità per contribuire ad alleviarle.
Se la stessa politica riuscisse ad avere questo sguardo purificato non perderebbe più tempo a contrapporsi ma, nel rispetto delle differenti identità e ruoli, cercherebbe di trovare in modo condiviso le soluzioni più appropriate per elevare la qualità della vita e con essa la dignità di tutti. Ancora, se i nostri politici agissero insieme potrebbero anche maggiormente incidere, nel concorrere a realizzare tutto ciò, ancor più in Europa e sullo stesso piano Internazionale.
Quello che stiamo vivendo è proprio un “tempo favorevole”: saremo davvero tutti capaci di approfittarne?

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