Questo è il nostro sforzo.

“Voi dite: nell’Europa non c’è l’unità: lo sappiamo. Neanche in Italia c’è l’unità, nemmeno in qualsiasi altra nazione troverete l’unità psi­cologica, l’unità della convinzione religiosa. Lo scetticismo, il positi­vismo e il razionalismo hanno ovunque creato situazioni contrad­dittorie. Ma quale è lo sforzo che oggi si chiama democrazia? Non rappresenta solamente la forma in cui la rappresentanza politica deve manifestarsi ed inverarsi, ma anche il tentativo di creare una legge fondamentale di convivenza civile, in cui tutti quelli che cre­dono possono lavorare assieme per la ricostruzione del mondo. Questo è il nostro sforzo”.

Leggendo questo pensiero di Alcide De Gasperi l’ho sentito di così grandissima attualità che ho avuto la sensazione che sia stato scritto proprio in questi giorni (mentre è del 1950!) e mi sono lasciato interrogare da ciò e che svela una volta di più la sua straordinaria grandezza di statista: in esso infatti egli mette in evidenza qual è la causa per cui manca l’unità nell’Unione Europea e offre anche la risposta più lungimirante per concorrere veramente a realizzare la sua mission e quella stessa dell’umanità riguardo alle quali faccio due brevissime considerazioni.

In merito alla prima egli fa notare senza giri di parole come la mancanza di unità è dovuta al fatto che essa non c’è nemmeno nelle singole nazioni: se infatti dentro le città, in ciascun Paese si fomentano divisioni inevitabilmente si creano situazioni contraddittorie e di conseguenza esse finiscono per ripercuotersi pesantemente nella stessa UE. È dunque un atteggiamento del tutto falso apparire scandalizzati di ciò perchè non si può raccogliere ciò che non si è seminato.

La seconda, come indica con sapiente lungimiranza Alcide De Gasperi, è l’impegno a creare una legge fondamentale di convivenza civile la quale inizia a delinearsi innanzitutto se c’è l’impegno da parte di tutti a sanare tutte le divisioni così da arrivare all’unità, la quale è tale se rende possibile una convivenza fraterna delle diversità. Allora sarà davvero possibile comporre insieme quel progetto per l’Europa pensato dai padri costituenti e attraverso di essa lavorare assieme anche per la ricostruzione del mondo.

Questo è il nostro sforzo.

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