1° Il conflitto dev’essere accettato

Quanto scrive Papa Francesco, nel capitolo della Evangelii Gaudium riportato nel precedente post, è proprio una fonte di ricchezza perché mette in luce davvero molteplici ed efficacissimi spunti che se compresi e attuati offrono veramente il modo più adeguato di porsi di fronte al conflitto e provare a ricomporlo.                                     Chiedendo scusa per la mia incapacità e povertà culturale mi azzardo quindi a evidenziare alcuni di essi che trovo particolarmente attinenti anche per poter contribuire a riannodare il rapporto, oggi fortemente compromesso, tra Parlamento e cittadini, tra i parlamentari e il loro territorio, tra la politica e la vita comune.

Innanzitutto afferma Papa Francesco: “Il conflitto non può essere ignorato o dissimulato. Dev’essere accettato”. Se ciò è così importante occorre allora comprendere molto bene cosa vuol dire accettare nel suo significato positivo e a questo riguardo è molto interessante quanto dice Pasquale Ionata: «Forse bisognerebbe capire meglio il significato di “accettazione” rispetto al termine “rassegnazione”. L’accettazione è qualcosa di attivo, presuppone di guardare e riconoscere il male, per poi superarlo. Mentre la rassegnazione è qualcosa di passivo, presuppone un atteggiamento di vittimismo che porta ad evitare di guardare e riconoscere ciò che ci fa star male, per poi non saperlo superare, perché appunto rassegnati».

Dunque il primo passo da fare è “accettare” il conflitto così da essere in esso non soggetti passivi ma costruttivamente attivi.

 

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