4° La saggezza nel governare (Seconda parte)

Alla luce di quanto esposto nel precedente post diventa allora del tutto evidente che il cambiamento più profondo è quello di mettersi pienamente in ascolto di ciò che il cuore suggerisce così da lasciare che sia esso a illuminare e di conseguenza a guidare lo stesso agire. Per comprendere quanto ciò sia davvero fondamentale, ancor più nell’agire politico, è importante ricordare il forte esempio di Salomone ancora oggi di così grande attualità: a Colui infatti che gli domanda: «Chiedimi ciò che vuoi», Salomone risponde: «Dammi… un cuore docile». «Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Ad egli piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. «Poiché… non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco faccio come tu hai detto. Ti concedo un cuore saggio e intelligente».
Che anche in questo nostro tempo ci sia tanto bisogno di questa saggezza nel governare, ne ha intravisto la necessità, già nel 1962, l’on. Tommaso Sorgi, che dalla Camera dei Deputati scriveva a Chiara Lubich: «Noi che viviamo nel midollo di questa vita pubblica, costatiamo ogni momento come sul piano umano – anche sul piano dei valori etici più nobili – non vi sia alcuna speranza di redenzione per questo mondo ristretto di insincerità, di lotte, di corsa al potere. Purtroppo costatiamo anche come gli stessi valori religiosi non riescano a modificare l’homo politicus, che li accetta a volte solo in quando a lui servono e li accantona appena gli sembrano di intralcio (…). L’azione di conquista individuale (…) da sola sembra insufficiente. Ci vuole un lampeggiare della Sapienza che scuota l’umanità intera».                                              Purtroppo quel negativo scenario oggi è diventato ulteriormente più grave e quindi quanti hanno veramente a cuore il bene del Paese non possono non sentire, in modo ancor più forte, l’insopprimibile speranza che quell’auspicato lampeggiare della sapienza avvenga davvero e scuota così quanti governano le nazioni, amministrano le città, agiscono in politica e anche gli stessi cittadini nell’esercitare la propria sovranità: è soltanto infatti così che tutti si sentiranno davvero spinti a concorrere alla pacificazione nelle differenze, impegnandosi concretamente a ricomporre i cuori spezzati in mille frammenti, e di conseguenza a contribuire in modo realmente condiviso a costruire un’autentica pace sociale di cui scrive Papa Francesco.                                                 Dunque il quarto passo è chiedere insieme il dono della sapienza del cuore: uniti infatti si è certi di ottenerlo. Poi lasciarsi invadere da essa e agire all’unisono con quanto ci suggerisce per rendere sempre possibile la reciprocità fra tutti.

 

2 pensieri su “4° La saggezza nel governare (Seconda parte)

  1. Carissimo Pinuccio, questa volta non posso fare a meno di scrivere un commento per un episodio vissuto questa stasera. In un dialogo avuto con una cara persona ad un certo punto mi sono accorto che il mio interlocutore stava scantonando e diceva cose inesatte su un nostro amico comune. Stavo per contraddirlo ma mi è sembrato che una difesa a tutti i costi dell’amico comune, anziché rendergli giustizia, avrebbe fatto incrinare anche il mio rapporto con chi mi parlava. Ed allora ho cambiato discorso e raccontandogli di me gli ho potuto dire quanto avevo in cuore salvando il rapporto tra tutti. Così, senza giudicare alcuno ho reso giustizia a tutti. E’ stata saggezza? Forse.
    Leggendo ciò che hai postato mi sono ulteriormente convinto che dobbiamo chiederla in ogni momento perché in ogni nostra azione siamo chiamati a governare un rapporto. Con una singola persona o con una moltitudine, in famiglia o sul lavoro, in una associazione o in un parlamento. E’ sempre un processo che si mette in atto e la sua importanza è direttamente proporzionale al numero di persone coinvolte. E qualsiasi persona potrà essere un buon politico solo se in privato ha rapporti veri e agisce con saggezza, se pospone l’interesse proprio a quello collettivo. Direi che la saggezza è inversamente proporzionale alla ricchezza.

    • Carissimo Dario, grazie di cuore di questa bella e preziosa esperienza. Sì, è sapienza salvare un rapporto perché come non è possibile staccare anche la più piccola parte del corpo senza che tutto esso ne soffra, così è nel rapporto con l’altro proprio perché siamo tutti parte dell’unico disegno: la fraternità universale.

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