Diversi e uniti

A ulteriore sostegno di quanto esposto finora, in merito all’importanza di essere uniti nella diversità, ecco cosa ha affermato ancora Papa Francesco ai giovani cubani il quale termina il suo accorato intervento con questa esigente richiesta: “Questo vi chiedo oggi: siate capaci di creare l’amicizia sociale. (…) Per favore, non dividiamoci tra noi. Andiamo insieme, uniti, anche se la pensiamo diversamente”.

«Cuori aperti, menti aperte. Se la pensi in modo diverso da me, perché non ne parliamo? Perché stiamo sempre a litigare su ciò che ci separa, su ciò in cui siamo diversi?  Perché non ci diamo la mano in ciò che abbiamo in comune? Dobbiamo avere il coraggio di parlare di quello che abbiamo in comune. E dopo possiamo parlare di quello che di diverso abbiamo o pensiamo. Ma dico parlare. Non dico litigare. Non dico chiuderci. Non dico “spettegolare”. Ma ciò è possibile solo quando ho la capacità di parlare di ciò che ho in comune con l’altro, di ciò per cui siamo capaci di lavorare insieme. A Buenos Aires – in una zona molto, molto povera – un gruppo di giovani universitari stava costruendo alcuni locali (…). Erano ragazzi e ragazze dell’università. (…) Erano tutti diversi, ma tutti stavano lavorando insieme per il bene comune. Questa si chiama amicizia sociale, cercare il bene comune. L’inimicizia sociale distrugge. E una famiglia si distrugge per l’inimicizia. Un paese si distrugge per l’inimicizia. Il mondo si distrugge per l’inimicizia. E l’inimicizia più grande è la guerra. Oggigiorno vediamo che il mondo si sta distruggendo per la guerra. Perché sono incapaci di sedersi e parlare: “Bene, negoziamo. Che cosa possiamo fare in comune? Su quali cose non vogliamo cedere? Ma non uccidiamo altra gente”. Quando c’è divisione, c’è morte. C’è morte nell’anima, perché stiamo uccidendo la capacità di unire. Stiamo uccidendo l’amicizia sociale. Questo vi chiedo oggi: siate capaci di creare l’amicizia sociale. (…) Per favore, non dividiamoci tra noi. Andiamo insieme, uniti, anche se la pensiamo diversamente, anche se sentiamo diversamente».

Papa Francesco                                                                                                                 Incontro con i giovani cubani – L’Avana, 20 settembre 2015

 

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