A proposito di “Definire il proprio progetto culturale”

Ho ricevuto degli interessanti contributi in merito alla riflessione “Definire il proprio progetto politico” i quali sono davvero molto importanti per l’approfondimento che offrono e anche per la concretezza dei suggerimenti che propongono per avviarci veramente verso un condiviso cambiamento. Ringrazio di cuore ciascuno di coloro che hanno fatto pervenire i preziosi commenti, in modo particolare il prof. Filippo Pizzolato e il dott. Silvio Minnetti.

Grazie… è importante ciò che ci hai mandato.
Anna Riva

Come non essere d’accordo, si tratta però di concretizzare ed io non saprei da dove cominciare.
Claudio Bosetti

Grazie… ho appena letto l’allegato “Definire il proprio progetto culturale”. Dal “fronte”, a me sembra che la rivoluzione culturale che sta travolgendo i concetti di sinistra/centro/destra così come li abbiamo conosciuti finora non sia negativa di per sé. Va detto che nel corso degli anni, questi concetti non si sono aggiornati ai tempi ma sono rimasti fermi alle etichette, che impediscono a priori un dialogo vero. I problemi, le sfide che ci troviamo ad affrontare richiedono una presa di coscienza ben diversa. Qui in Italia però nessuno al momento è in grado di disegnare un futuro da costruire, complice anche la profonda trasformazione sociale che non tiene più conto delle vecchie definizioni. I cittadini infatti non sono di per sé di sinistra/centro/destra… Sono persone che cercano risposte a problemi di vita quotidiana che dovrebbero tenere conto possibilmente di tutti. Se un programma elettorale coinvolge i cittadini fino dalla sua formazione, si troverà che ogni domanda trova negli stessi cittadini una possibile risposta, nella misura in cui ognuno di noi può rappresentare una risposta parziale ai bisogni dell’altro. Le etichette, che nel bene e nel male rappresentano un riferimento culturale, hanno l’effetto di dividerci e di dare, nella migliore delle ipotesi, solo risposte che andranno a danneggiare qualcuno ed avvantaggiare pochi. Ciò su cui dobbiamo lavorare è la costruzione di una identità civica che doni ad ogni cittadino la consapevolezza della potenzialità che rappresenta nella possibilità di soluzione condivisa delle sfide delle nostre comunità. È un lavoro lungo che però vive di sperimentazione e non di teorizzazioni, e lo sperimentare sappiamo quanto è contagioso…
Katia Motta
Consigliere di minoranza nel Comune di Cavezzo – Portavoce di Uniamoci – Unione Modena Civica e componente del gruppo fondatore di Via Italia (Associazione nazionale Liste Civiche)

Grazie… perché hai esplicitato quanto ho in cuore anch’io! L’attuazione richiederebbe a ciascuno di noi inserito nei diversi contesti, quello di entrare in relazione con tutti coloro che si connotano politicamente al fine di arrivare a elaborare o partecipare all’elaborazione di progetti politici che contengano un superamento ideologico e siano risposta alle aspettative dell’Umanità!
Avv. Antonella Crippa

Ho letto… condivido la battaglia di provare a dare una scossa forte ai partiti per riagganciarli al tessuto democratico. Io penso che regole di ricambio nella classe politica… regole di determinazione dal basso delle candidature… ecc… potrebbero aiutare. La via maestra è a mio avviso ripartire dalla politica locale. È una battaglia nobile… ma il terreno in cui condurla è, a mio parere, quello di un rinnovato federalismo, solidale e partecipativo. Lì possono rinascere aggregazioni partitiche sensate.
Prof. Filippo Pizzolato

Condivido la tua analisi sui partiti… Ne abbiamo parlato con i partiti a Roma ma sembrano deboli e confusi. Un pericolo. Rafforziamo le reti di cittadinanza attiva in centinaia di presidi democratici sul territorio italiano nel segno della fraternità universale. Che Chiara Lubich e Igino Giordani (Foco) proteggano l’Italia e l’Europa in questa crisi epocale.
Dott. Silvio Minnetti
Presidente italiano del Movimento Politico per l’Unità (MPPU)

 

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