NATALE: UNA FESTA PROPRIO PER TUTTI!

Arriva il Natale ed esso non è mai un avvenimento ripetitivo proprio perché interpella ogni volta la nostra stessa vita e quindi anche lo scambio reciproco degli auguri non si può ridurre ad una sterile consuetudine. Non è forse vero che questa straordinaria realtà è stata ridotta all’impotenza dalla retorica divenendo un luogo comune, uno slogan inoffensivo? Il Natale infatti è un evento sconvolgente, che rivoluziona la storia dell’umanità: se Dio si è fatto uomo, ogni uomo è veramente mio fratello. Vi dono dunque questi tre sapienti pensieri, che io ho cercato soltanto di legare fra loro, proprio perchè suscitino in ciascuno di noi profonde sollecitazioni interiori così che ci aiutino ad elevare il nostro sguardo e di conseguenza renda ancora più fecondo il nostro agire.

La storia del mondo è una grande lotta
«…è necessario chiedersi: riconosco nella mia vita il primato assoluto di Dio? Oppure voglio mettere me stesso, l’uomo, l’umanità al centro dell’universo, e rifiutare tutto ciò che in qualche maniera mi supera? Di qui tanti atteggiamenti ambigui, tante situazioni che dividono gli uomini mettendoli gli uni contro gli altri, che dilaniano i loro cuori, che entrano anche nella Chiesa, perché nessuna realtà è esente da questa tentazione, da questa lotta. Noi ci siamo dentro e non possiamo uscirne, perché continuamente la vita ci tenta e ci trascina verso questo conflitto di prospettiva. La storia del mondo è questa grande lotta. …la vita di Gesù è stata una precisa presa di posizione in questa grande lotta. Gesù è venuto a «rendere testimonianza alla verità», come dice di fronte a Pilato (Gv 8, 37); cioè a confermare, con la sua vita e la sua morte, che Dio è al di sopra di tutto, che Dio ci ama, che Dio è l’unico che può veramente saziare la nostra sete di felicità, che Dio si è fatto vicino a noi, che Dio è accessibile attraverso di lui, che Dio vuole salvarci. Gesù è venuto per rendere testimonianza alla centralità e alla prossimità di Dio. Tutta la sua vita è stata spesa per questo». (1)
Il sogno di quel bambino ci riguarda tutti
«…un’evidenza lampante: se Dio è disceso dal Cielo in terra per noi, non c’è dubbio che Egli ci ami. E se qualcuno ci ama, anzi se Dio stesso ci ama, tutto è più leggibile: dietro i tratti oscuri dell’esistenza si può scoprire la mano operosa di Lui, un perché a noi spesso ignoto, ma un perché d’amore. (…) Tutto poi diventa possibile. Se si crede, e si crede in un Dio che ci ama, ogni impossibilità può infrangersi, anche l’impossibilità – a volte così evidente – che questa nostra culla, il pianeta che ci ospita, viva in pace. Si, tutto è possibile. (…) Possiamo credere che, se lo speriamo e lo chiediamo con tutto il cuore, il nostro mondo s’avvii all’unità: all’unione fra le generazioni, fra le categorie sociali, fra le razze, fra i cristiani divisi da secoli, fra fedeli di religioni diverse, fra i popoli. (…) Quel bambino che festeggiamo non ha sognato di meno. E’ venuto in terra perché tutti siano una sola cosa. E ha dato la sua vita perché il suo sogno si realizzasse». (2)
Iniettare l’amore nel mondo d’oggi                                                                         (Occorre essere allora) «… coscienti di poter partecipare a questo amore (…) e di essere in grado di iniettarlo nelle strutture della società, fra uomo e uomo, fra gruppo e gruppo, fra popolo e popolo, realizzando un’unità unica, saldissima e infrangibile». (3)

AUGURI A TUTTI DI UN FECONDO NATALE!!!

1) Carlo Maria Martini (Da: Il sole dentro – un testo inedito del 1975 – Blog Pietre vive)
2) Chiara Lubich (Da: Il sogno di quel bambino – Città Nuova)
3) Chiara Lubich (Dal Messaggio al Genfest del 1980)

* L’aggiornamento ricomincerà lunedì 8 gennaio 2018

 

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