2018: LA SFIDA DI UNA PARTECIPAZIONE CONDIVISA!

 

Quest’anno appena iniziato si presenta particolarmente impegnativo per noi a motivo delle elezioni politiche in quanto da esse dipenderà la governabilità o meno del Paese e di conseguenza la qualità della nostra stessa convivenza. Per non lasciarsi contaminare quindi dalla logica dello scontro in atto e dalla pur comprensibile disaffezione nei confronti della politica è indispensabile elevarsi così da guardare con altri occhi questo rilevante appuntamento. Ci spinge a ciò questa consapevolezza: “Investiti da una crisi che è la più grave da quando, nella riconquistata libertà, nacque la nostra Repubblica, dobbiamo rigenerare le istituzioni assicurando ad esse il nutrimento vitale delle virtù civili”. (1) La premessa perché ciò accada è quella di dare il giusto valore a questo fondamentale aspetto: “Quando noi pensiamo alla potenza, facilmente la associamo alla forza del potere, spesso causa di sopraffazione e conflitti tra persone e tra popoli. Invece… la vera potenza è l’amore”. (2) Lo stesso messaggio che ci viene donato in questi giorni ci suggerisce proprio lo sguardo con cui dobbiamo vederci: prima viene l’essere fratelli poi la ricchezza delle nostre diversità. Soltanto in questo modo infatti è realmente possibile superare tutte quelle divisioni che ci sono fra noi e ricomporre così l’unità, consapevoli che: “…non si tratta di fare sincretismo, di fare confusione, si tratta di camminare insieme radicati nella propria identità ma aperti verso gli altri”. (3)
Sul piano dell’agire si comprende allora quanto sia importantissimo accogliere l’augurio espresso dal Presidente della Repubblica: “Il tempo delle elezioni costituisce un momento di confronto serrato, di competizione. Mi auguro che vengano avanzate proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso, ma rispettoso. È, questa, inoltre, una strada per ridurre astensionismo elettorale e disaffezione per la vita pubblica”. (4)
La condizione più efficace per attuare concretamente ciò è quella di non aspettare che siano gli altri a farlo ma cominciare per primi a prendere l’iniziativa del dialogo, le cui regole sono state così autorevolmente e mirabilmente descritte: “Il dialogo… non è orgoglioso, non è pungente, non è offensivo. La sua autorità è intrinseca per la verità che espone, per la carità che diffonde, per l’esempio che propone; non è comando, non è imposizione. È pacifico; evita i modi violenti; è paziente; è generoso”. (5) È così dunque che, ritessendo reciprocamente i legami spezzati, diventa possibile veramente dar vita tutti insieme ad una partecipazione condivisa.

DUNQUE CHE IL 2018 DONI A TUTTI CAPACITÀ DI CREATIVITÀ

1) Sergio Zavoli (Dall’intervento al Convegno “Scienza e umanesimo: un’alleanza?” – Avvenire 27/11/2017)                         2) Letizia Magri (Dalla Parola di Vita di Gennaio 2018)
3) Piero Coda (Dalla trasmissione televisiva “Sulla via di Damasco” – 16/12/2017)
4) Sergio Mattarella (Dall’intervento alla Cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno
    con i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile – 19/12/2017)
5) Paolo IV (Da: Ecclesia Suam, 83)

 

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