Un codice deontologico

Sempre in merito al post precedente c’è un ulteriore aspetto da evidenziare e cioè l’importanza che i nostri rappresentanti si dotino di un codice deontologico. Proprio così scrive su facebook l’amico Alberto, che ringrazio di cuore, nel presentare un suo articolo, pubblicato su Avvenire, a riguardo di questa sempre più irrinunciabile necessità: “I tanti casi di potenziali conflitti di interesse che fanno discutere a fatti avvenuti. Le spese senza controlli in tante regioni, i rapporti clientelari. Le corruzioni e i doni equivoci. È tempo che i nostri rappresentanti si dotino di un codice deontologico”. Nel riportare dunque la sua più che opportuna proposta, l’invito è quello di leggerla attentamente e di sollecitare quanti si presentano alle prossime elezioni ad assumersi l’impegno di tradurla in pratica. Come infatti ha affermato Papa Francesco occorre respingere “ogni anche minima forma di corruzione. La corruzione è il tarlo della vocazione politica. La corruzione non lascia crescere la civiltà. (…) Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, longanimità, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi”.

 

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