Ripensare il ruolo e i costi della politica

È sempre più urgente la necessità di ripensare in una nuova prospettiva il ruolo dei soggetti politici e rivedere così anche gli eccessivi costi della politica, un’importante questione insistentemente sollecitata così come più volte è stato altrettanto evidenziato che in Parlamento giacciono più proposte, anche già discusse nelle commissioni preposte, che però volutamente non si vogliono approvare. Potrà sembrare fuori luogo riproporre questo rilevante aspetto durante la campagna elettorale, forse perché è poco compreso dai più e sicuramente ritenuto del tutto inopportuno dalle forze politiche, ma esso invece è davvero determinante per elevare la qualità della democrazia e quindi di conseguenza dello stesso bene comune del nostro Paese.
Al riguardo vale la pena ricordare, repetita iuvant, che una fondamentale proposta è stata già da tempo invocata e cioè di portare finalmente a compimento la dizione dell”art. 49 della Costituzione attuando la trasformazione dei soggetti politici da “associazioni di diritto privato” (non riconosciute, prive di personalità giuridica, regolate dagli articoli da 36 a 42 del Codice Civile), ad “associazioni riconosciute, con personalità giuridica” (regolate dagli articoli da 14 a 35 del Codice Civile)  così che rispondano “responsabilmente” (e quindi “pubblicamente”) del proprio operato: non esiste infatti vera ‘libertà’ senza ‘responsabilità’.                                                                Questo, da parte loro, dovrebbe implicare principalmente tre aspetti e cioè prevedere in sintesi uno Statuto nel quale venga esplicitato il proprio progetto culturale e anche i suoi valori fondanti; le regole certe e verificabili di come viene garantita una partecipazione democratica (sia al proprio interno che all’esterno); l’individuazione di nuovi criteri e limiti rispetto al loro finanziamento pubblico.
Come si vede non è una questione secondaria ma molto importante per la qualità della  democrazia e dunque per il bene stesso del nostro Paese, quindi è fondamentale esigere ciò con ferma determinazione proprio in questi giorni visto che sono costretti a venire sul territorio a cercare il consenso: nonostante tutto infatti ci rimane ancora questa possibilità, e non è poco se sapremo sfruttarla bene, per poter esercitare responsabilmente la sovranità che la Costituzione ci riconosce, la quale ricordiamoci viene prima delle stesse appartenenze se non vogliamo essere succubi di vecchie logiche ma generatori creativi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*